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Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce
Gnosticismo
Coloro che conoscono per averlo visto
Fratello Apprendista, lo Gnosticismo è una delle tradizioni più affascinanti della prima cristianità — e una delle più fraintese. Te la presento per quello che è: un grande tentativo, vissuto nei primi tre secoli dopo Cristo, di rispondere alla domanda come può essere così difficile, per noi, vivere bene in questo mondo? — una domanda che, all’occasione, ti sarà tornata in mente.
La parola e cosa promette
Gnosi (γνῶσις) in greco antico significa “conoscenza”. Ma non conoscenza ordinaria: non l’erudizione di chi ha letto molti libri, non l’informazione di chi sa molti fatti. Gnosi è conoscenza esperienziale — la conoscenza che hai vissuta, che ha cambiato chi sei. Tu sai di avere fame quando hai fame, non perché qualcuno te lo ha spiegato; sai di volere bene a qualcuno perché lo senti, non perché lo deduci. Quella è gnosi.
Lo gnostico, dunque, è colui che conosce in questo modo. Non è una “classe colta” che si distingue per cultura: è chi è arrivato a vedere direttamente qualcosa. Cosa, esattamente, vedono gli gnostici? Te lo dico nella forma più breve possibile.
Quello che lo gnostico crede di aver visto
Lo gnostico, nelle sue varie correnti, dice qualcosa del genere. Il mondo come lo vediamo è uno strano luogo. È pieno di sofferenza, ingiustizia, malattie, perdite. Le buone persone soffrono spesso quanto e più delle cattive. La natura sembra magnifica e crudele insieme. Le grandi promesse delle religioni non sempre coincidono con la nostra esperienza: ci dicono che Dio è amore, e mille volte la vita ci sembra dimostrare il contrario.
Lo gnostico risponde con una ipotesi: questo mondo non è opera del Dio supremo. Questo mondo è opera di un artefice intermedio, il Demiurgo (dal greco dēmiourgós, “artigiano”), che ha plasmato la materia in modo imperfetto — talvolta per ignoranza, talvolta per arroganza. Sopra il Demiurgo, lontano e silenzioso, c’è il Vero Dio — la cui pienezza (il Pleroma, “Pienezza”) è di un’altra natura.
Ma — e qui sta il punto — in ogni essere umano è caduta una scintilla del Pleroma. Una frammento divino che, ricordandosi della sua origine, può tornare a casa. La gnosi è questo ricordo. È riconoscere la propria scintilla. È smettere di credere che il mondo del Demiurgo sia tutta la realtà.
I tre temi che ti porti via
Ti basta familiarizzare con tre temi.
La scintilla in te. Questa è l’intuizione gnostica più dolce. Tu non sei solo l’animale-uomo prodotto dalle leggi naturali. C’è in te qualcosa che viene da altrove e che ricorda la sua origine. La gnosi è il riconoscimento di questa scintilla. Quando, nel tuo lavoro di Apprendista, ti chiedi chi sono veramente?, stai facendo una domanda gnostica.
Il sapere che salva. Per gli gnostici, quel che ti salva non è credere a una dottrina né seguire una regola morale (anche se la morale c’è). È vedere. Il momento in cui vedi davvero, sai davvero — il velo cade. Questa è esattamente la grammatica della nostra iniziazione: hai ricevuto la luce, non una nozione. Hai visto, non semplicemente creduto.
Il dualismo non è facile. Lo gnosticismo è spesso descritto come dualista: divide nettamente lo spirito (buono) dalla materia (cattiva). È vero in parte, ma è un’esposizione approssimativa. Le grandi correnti gnostiche non odiano il mondo: lo vedono trasparente, sanno che ha una luce nascosta. Il corpo non è la prigione cattiva: è l’icona temporanea della scintilla. Non disprezzo: desiderio di andare oltre.
Le grandi figure (cinque nomi)
Per orientarti, cinque nomi.
Valentino (II sec.), maestro alessandrino, fondatore della scuola valentiniana — la più filosoficamente raffinata. Quasi diventò Vescovo di Roma. Insegnò a Roma per decenni. Il suo Vangelo della Verità (oggi conservato nei testi di Nag Hammadi) è uno dei capolavori della prosa cristiana antica.
Basilide (II sec.), maestro alessandrino. Insegnava che il Demiurgo non era malvagio, ma semplicemente ignorante della Vera Divinità. Sviluppò una cosmologia complessa con 365 cieli.
Marcione (II sec.), figura controversa: distinse radicalmente il Dio dell’Antico Testamento (il Demiurgo) dal Padre di Gesù (il Vero Dio). Fu il primo a tentare un canone del Nuovo Testamento (solo Luca e dieci lettere di Paolo). Scomunicato, ma con seguito enorme nel II–III secolo.
Mani (216–276 d.C.), persiano. Fondò il manicheismo, religione mondiale che durò mille anni — dal Mediterraneo alla Cina. Sant'Agostino fu manicheo nove anni prima della conversione cristiana. Il manicheismo è la più strutturata delle correnti gnostiche.
Hans Jonas (1903–1993), filosofo tedesco-americano contemporaneo. Non gnostico — studioso di gnosticismo. Il suo The Gnostic Religion (1958, trad. it. Lo gnosticismo, SEI) è ancora il modo migliore per entrare in questo mondo. Te lo consiglio come prima lettura.
La grande scoperta del 1945
C’è una data che cambia tutto, per chi studia gnosticismo. Nel dicembre 1945, in Egitto, vicino al villaggio di Nag Hammadi (Alto Egitto), un contadino di nome Muhammad ‘Ali al-Samman trova una giara di terracotta sepolta nel terreno. Dentro ci sono tredici codici di papiro, in copto, del IV secolo. Contengono 52 testi gnostici, fra cui:
- Il Vangelo di Tommaso — 114 detti di Gesù, alcuni paralleli ai vangeli canonici, altri inediti.
- Il Vangelo di Filippo — meditazione sui sacramenti.
- L’Apocrifo di Giovanni — la più ricca esposizione della cosmologia gnostica.
- Il Vangelo della Verità di Valentino — il capolavoro letterario della scuola.
Prima del 1945 conoscevamo lo gnosticismo solo attraverso le confutazioni dei Padri della Chiesa (Ireneo, Tertulliano, Ippolito). Cioè attraverso i suoi nemici. Da Nag Hammadi in poi, possiamo leggerlo nei suoi testi originali. È come passare dalla descrizione dei prigionieri scritta dai carcerieri alle lettere che i prigionieri si scambiavano.
In italiano, una via di accesso pratica è l’antologia di Luigi Moraldi, I Vangeli gnostici. Vangeli di Tommaso, Maria, Verità, Filippo (Adelphi, Milano 1984, più ristampe). 250 pagine, leggibili senza troppe note. Te la consiglio.
Lo gnosticismo e noi massoni
Tre legami da segnalare.
Primo: la struttura iniziatica dello gnosticismo è simile alla nostra. Il candidato passa attraverso una rivelazione graduale — non puoi dire prima quello che sarà mostrato dopo. La conoscenza vera è trasmessa, non insegnata.
Secondo: il vocabolario dello gnosticismo (gnosi, Pleroma, Demiurgo, scintilla) ha attraversato i secoli e arriva fino alla Massoneria attraverso la Cabala cristiana del Rinascimento e l’occultismo francese dell’Ottocento. Quando incontrerai questi termini più avanti, riconosci da dove vengono.
Terzo: la postura dello gnostico — non credere ma vedere, non aderire a una dottrina ma fare un’esperienza — è strutturalmente affine alla postura del fratello iniziato. Noi non crediamo alle nostre verità in senso confessionale: le abbiamo viste, ognuno alla sua misura.
Una cautela
Lo gnosticismo non è facile. Alcune correnti hanno avuto derive dualistiche estreme (il mondo è cattivo da fuggire), antinomiane (la legge morale non si applica al “vero gnostico”), elitistiche (solo pochi sono salvabili, il resto è “psichico” o “ilico”, senza speranza). Sono posizioni minoritarie dello gnosticismo ma sono esistite. Ne tieni conto leggendo: non tutto quello che è gnostico è equilibrato, e l’equilibrio è virtù del fratello.
Per andare oltre
- Versione Compagno → Compagno/Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce (quando passi al secondo grado: la storiografia moderna, la scoperta di Nag Hammadi in dettaglio, le scuole gnostiche distinte)
- Versione Maestro → Maestro/Gnosticismo - La Tradizione dei Cercatori di Luce (per le cinque fasi della storiografia, il dibattito Williams-King sulla categoria stessa di “gnosticismo”, la longue durée fino al New Age, la bibliografia internazionale)
Vedi anche, nel tuo grado
- Apprendista/Ermetismo — la corrente sorella d’Alessandria
- Apprendista/Cabala e Numerologia — la mistica ebraica parallela
- Apprendista/Tradizione Primordiale Guénon — la cornice tradizionale
- Iniziazione e Percorso Interiore — la cornice iniziatica