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Eliade Mircea - Il Sacro e il Profano

libro di Mircea Eliade 1957 ☉ 6 min di lettura ✓ verificata il 2026-05-18

Eliade — Il Sacro e il Profano

Riconoscere ciò che la maggior parte degli uomini non vede più

Fratello Apprendista, fra i libri che ti consiglierei se mi chiedessi un solo testo per cominciare a vedere il mondo come lo vede un fratello — non più come lo vede l’uomo profano — c’è Il Sacro e il Profano di Mircea Eliade. È un libretto breve (poco più di 150 pagine), uscito nel 1957, scritto da un grande storico delle religioni romeno emigrato in Occidente. La sua tesi è semplice e cambia molto.

L’idea in una frase

Eliade dice: per l’uomo religioso il mondo non è omogeneo. C’è una qualità diversa fra un luogo qualunque e il luogo sacro — la chiesa, la radura nel bosco, il tempio. C’è una qualità diversa fra il tempo qualunque e il tempo sacro — la Domenica di Pasqua, il giorno della tua iniziazione, il momento del rituale in Loggia. Il sacro irrompe nel profano e rende lo spazio e il tempo qualitativamente diversi.

L’uomo moderno, scrive Eliade, vive in un mondo che ha dimenticato questa qualità. Lo spazio è diventato matematico (un metro è uguale all’altro). Il tempo è diventato lineare (un’ora è uguale all’altra). Il mondo è desacralizzato. Ma in noi non è morto del tutto. Quando entri nel Tempio della tua Loggia, lo senti: quello non è uno spazio come gli altri. Quando vivi la chiusura dei Lavori, lo senti: quel tempo era diverso. Il sacro non è morto. Sta dormendo, sotto la superficie del moderno.

I tre concetti che ti porti via

Eliade usa molti termini tecnici, ma per il tuo grado bastano tre. Te li espongo nella forma più chiara.

Primo: la ierofania. Hieros in greco è “sacro”, phainein è “manifestarsi”. Ierofania significa “manifestazione del sacro”. Eliade usa questa parola per nominare ogni momento o luogo in cui il sacro si rivela in qualcosa di profano — una pietra, un albero, una persona, un evento. Quando, in un istante, un oggetto ordinario diventa segno di qualcosa di più — quella è una ierofania. Il battesimo cristiano è ierofania dell’acqua (l’acqua diventa veicolo della grazia divina senza smettere di essere acqua). La consacrazione del Tempio massonico è ierofania dello spazio. Tu, da Apprendista, sei chiamato a riconoscere le ierofanie — a sentire quando l’ordinario si carica di senso e diventa segno.

Secondo: lo spazio sacro. Non tutti gli spazi sono uguali. Per l’uomo religioso esistono centri — luoghi privilegiati in cui il cosmo si tiene insieme, in cui l’asse della terra incontra l’asse del cielo. Il santuario, l’altare, il Tempio. Lo spazio sacro non è “spazio + decorazione religiosa”. È un altro tipo di spazio. Lì le leggi del profano si sospendono. Lì il tempo si ferma o si moltiplica. Lì avviene qualcosa che fuori non potrebbe avvenire. La camera delle riflessioni in cui hai vissuto la tua iniziazione è esempio di spazio sacro: era una stanza fisica, ma in quel momento era altrove.

Terzo: il tempo sacro. Allo stesso modo, non tutti i tempi sono uguali. Esiste un tempo profano (cronologico, lineare, irreversibile — l’orologio) e un tempo sacro (ciclico, reversibile, ricreante — la festa, il rito). Quando celebri la Pasqua cristiana o vivi un Lavoro di Loggia, non stai ricordando un evento passato: stai partecipando a quell’evento, fuori del tempo cronologico. La festa è ritorno di un tempo originario — Eliade lo chiama illud tempus, “quel tempo”.

La struttura della casa, del tempio, del corpo

Eliade fa un’osservazione che ti accompagnerà tutta la vita: gli antichi costruivano case, città, templi secondo la struttura del cosmo — e il loro corpo, percepito come un cosmo in piccolo, partecipava di questa struttura. Quattro punti cardinali (Est, Ovest, Nord, Sud) come quattro angoli della casa. Un centro (il focolare, l’altare, il pilastro centrale) come asse del mondo. Un alto e un basso (il tetto e le fondamenta) come cielo e terra.

Anche il Tempio massonico è costruito secondo questa grammatica. Tre pilastri (Sapienza, Forza, Bellezza), due colonne (Jakin e Boaz), un Oriente (dove sta il Maestro Venerabile), un Occidente, un pavimento a mosaico (i contrari), un soffitto stellato (il cielo). Non è semplice scenografia: è struttura cosmica condensata in pietra simbolica. Quando lavori in Tempio stai abitando un cosmo in piccolo.

Una pagina che vale per il tuo grado

Eliade racconta della morte e rinascita come struttura universale di ogni iniziazione. Il novizio muore alla vita profana e rinasce alla vita sacra. Camera delle riflessioni: tu eri morto mentre vi sostavi. Quel “testamento” che hai scritto era un gesto rituale di morte. La luce che hai ricevuto poi era la nascita seconda. Eliade lo dice senza prendere a prestito specificamente la Massoneria — generalizzando su decine di tradizioni nel mondo — ma quando lo leggi, riconosci.

Una cautela: chi era Eliade

Mircea Eliade (Bucarest 1907 – Chicago 1986) è uno dei più grandi storici delle religioni del Novecento. Romeno, esiliato dopo la guerra, professore all’Università di Chicago, fondatore della prestigiosa rivista History of Religions. Le sue opere principali: Trattato di storia delle religioni (1949), Il mito dell’eterno ritorno (1949), Lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi (1951), e — il libro più divulgativo e accessibile — proprio Il Sacro e il Profano (1957).

Da Apprendista è bene sapere anche un’ombra sulla sua biografia: negli anni Trenta, da giovane intellettuale, Eliade ebbe simpatie per la Guardia di Ferro, movimento ultranazionalista romeno con derive antisemite. Non ne parlò mai apertamente nelle sue memorie successive. Lo dico perché tu sappia: nessun maestro è perfetto, e leggere bene un autore è anche conoscere i limiti del suo cammino. Eliade resta un grande studioso e una guida indispensabile, ma è bene leggerlo senza idolatria.

Come leggerlo

Il Sacro e il Profano è in italiano presso Bollati Boringhieri (Torino, dagli anni Sessanta, più ristampe). 150 pagine, quattro capitoli:

  1. Lo spazio sacro e la sacralizzazione del mondo.
  2. Il tempo sacro e i miti.
  3. La sacralità della natura e la religione cosmica.
  4. L’esistenza umana e la vita sanctificata.

Te lo suggerisco con questa pratica: un capitolo a settimana, per quattro settimane. Annota nel carnet un solo passo che ti colpisce per capitolo. Alla fine, rileggili tutti insieme. Vedrai apparire un disegno.


Per andare oltre

  • Versione Compagno → Compagno/Eliade Mircea - Il Sacro e il Profano (quando passi al secondo grado: i quattro capitoli analizzati, la struttura interna dell’opera nel corpus eliadiano, il vocabolario tecnico)
  • Versione Maestro → Maestro/Eliade Mircea - Il Sacro e il Profano (per la lettura critica completa, le controversie biografiche dettagliate, le 12 fonti accademiche di riferimento)

Vedi anche, nel tuo grado

  • Mircea Eliade — la figura
  • Apprendista/Mistica Comparata - Oriente e Occidente a Confronto — il quadro comparativo
  • Apprendista/Il Percorso Iniziatico — la cornice dell’iniziazione
  • Apprendista/Ermetismo — la corrente parallela

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