Tavola tracciata

Sapere, Volere, Osare, Tacere: le Quattro Regole dell'Iniziato

Esoterismo

Tavola architettonica: “ Sapere, Volere, Osare, Tacere”. Le Quattro Regole dell’Iniziato

Per raggiungere il Sanctum Regnum, vale a dire la sapienza e il potere dei maghi, vi sono quattro condizioni indispensabili: un’intelligenza illuminata dallo studio, un coraggio che nulla può far vacillare, una volontà che nulla può spezzare, e una discrezione che nulla può inquinare o corrompere: SAPERE, OSARE, VOLERE, TACERE. Queste sono le quattro parole del mago

E.Levi, Dogma e Rituale dell’Alta Magia, 1856

La nota espressione “ Sapere, Volere, Osare,Tacere” , intesa quale summa delle regole e delle qualità che un Iniziato deve seguire e coltivare per il successo del proprio percorso esoterico, venne formulata per la prima dall’occultista francese ottocentesco Alphonse Louis Constant, passato alla storia dell’esoterismo occidentale con lo pseudonimo iniziatico di Eliphas Levi. Benché tali quattro regole siano assai citate in ambito massonico, pare opportuno rilevare da subito che esse vennero enunciate da Eliphas Levi in riferimento alla formazione di un Iniziato all’Alta Magia e al successivo conseguimento dello status di Mago, ossia dell’Uomo inteso nella sua più alta dignità di conoscitore e dominatore delle leggi fondamentali e delle forze occulte del mondo

Più in generale,il concetto di “Alta Magia”in Eliphas Levi rinvia all’idea di un sapere iniziatico preciso e dai diretti risvolti operativi e che viene trasmesso da un Maestro a un Iniziato gradualmente ma in termini ben definiti. Sarà poi compito ed eventuale merito personale dell’Iniziato l’ elaborare e l’applicare con intelligenza e perseveranza una tale conoscenza

Questa concezione di sapienza esoterica non è però immediatamente riferibile alla Massoneria, il cui deposito iniziatico non viene trasmesso al Massone nella forma di un insegnamento preciso e diretto da parte di un Adepto o Maestro che già lo padroneggia ma gli viene invece offerto attraverso un articolato e graduato corpus simbolico e rituale di cui egli dovrà meditare ed intuire i vari possibili significati da solo, pur nel contesto del corale lavoro di Loggia

Ne consegue che, se riferite al percorso massonico, le quattro Regole dell’iniziazione magica “ Sapere, Volere, Osare, Tacere” richiedono un più mediato adattamento nel loro significato e nella loro pertinenza, rispetto alla perifrasi proposta dallo stesso E. Levi

Sapere

Se la Massoneria non è un Ordine magico che trasmette uno specifico insegnamento occulto e di esplicita natura operativa, in che senso il Massone può intendere ed applicare la regola di “Sapere”? Cosa e come possiamo sperare di sapere, noi Massoni?

Giova ricordare che i lemmi della lingua italiana “ sapere” o “ sapienza” derivano dal verbo latino “sapere”, il quale ha anche l’accezione di “ gustare”, “conoscere/riconoscere attraverso il senso del gusto”. Il “sapere” iniziatico quindi, compreso quello massonico, scaturisce o è confermato dalla esperienza diretta ed eminentemente soggettiva dell’Iniziato

Tenuto conto di questa peculiare accezione di “sapere”, si deve notare la Massoneria ci indica obliquamente cosa e come il Massone può giungere a conoscere, a sapere appunto

Essa, infatti, mediante i riferimenti simbolici agli utensili dell’arte muratoria ed alla allegoria della “ pietra” , prima “grezza” poi via via più affinata, che caratterizzano soprattutto i rituali dei suoi primi due Gradi, ci suggerisce in primis come e su cosa lavorare nella nostra interiorità: è dal Lavoro individuale, perciò, che il Libero Muratore acquisisce, sperimenta e rettifica il proprio Sapere esoterico. Dal Lavoro al Sapere, dunque

Un fondamentale orientamento per coltivare e sperimentare il proprio sapere iniziatico è poi offerto al Massone dalla massima misterica del Tempio di Delfi che oggi adorna l’ingresso del Tempio massonico: “Uomo, conosci te stesso

Tale esortazione, meglio se completata dalla originaria, seconda parte del detto delfico : “ E conoscerai gli Dei e l’Universo”, pone infatti il percorso massonico sotto l’insegna della concezione magico-ermetica dell’Uomo quale microcosmo dell’intero Universo e soggetto dotato di una originaria dignità divina . Un Universo a sua volta inteso come vivente unità dei contrarii e poderosa emanazione intelligente dell’Uno Assoluto

Mi pare quindi che proprio da questo punto vista si possa apprezzare la pertinenza delle Quattro Regole anche al cammino iniziatico del Massonolere

Quanto alla Seconda Regola, quella del “Volere”, è il Gabinetto di Riflessione che meglio ce ne suggerisce il significato in ambito massonico nei termini della “perseveranza

Non si tratta dunque di una volontà febbrile o attivistica, ma di una ferma e calma attitudine dell’Iniziato a meditare, accrescere ed applicare il sapere esoterico che progressivamente si forma in lui

Inoltre, poiché la concezione magico-ermetica dell’Uomo e dell’Universo appare oggi affatto “inattuale” e controintuitiva e si è sempre distinta sia dalle tradizionali credenze religiose sia dal materialismo oggi imperante, si può ben ritenere che l’accensione della Volontà come perseverante pratica del sapere iniziatico possa darsi solo se nel Massone sussiste una sorta di originaria vocazione all’Iniziazione

Osare

La Terza Regola, l’Osare, indica l’Audacia quale virtù iniziatica

L’Iniziato deve infatti essere consapevole che il compimento della propria individuale Opera di Risveglio e Realizzazione, che per la Tradizione ermetico-alchemica consiste nella regale conquista dell’Immortalità cosciente, induce una forzatura del comune destino umano e che egli si trova contro sia la potentissima corrente del pensiero comune ,che ha una effettiva e pressante consistenza magnetica, sia gli attaccamenti e le passioni personali. Infine, come ci testimoniano ed ammoniscono i più noti autori della Tradizione iniziatica occidentale, giungerà il giorno del temibile confronto col cosiddetto “ Guardiano della Soglia” : il più ostinato dei nostri attaccamenti , il quale non solo può essere l’ultimo,radicato sentimento di sé dell’io personale inferiore ma anche un legame d’amore molto nobile e profondo o un alto ideale morale

Quindi, solamente un’audacia adamantina può spingere l’Iniziato a volere la Realizzazione a dispetto di tutti i vincoli e di tutte le prove

Tacere

L’ultima della Quattro Regole prescrive il silenzio

E’ ben conosciuta l’importanza che la pratica del silenzio riveste nel cammino massonico di cui segna e caratterizza l’inizio dal Grado di Apprendista

Qui invece è posto alla fine, a mo’ di coronamento della Grande Opera dell’Adepto , proprio come la morte lo è nella Tradizione alchemica

E sotto il sigillo del silenzio che l’Iniziato Massone deve sapere, volere ed osare lungo tutto il suo percorso esoterico e ciò per una serie di ragioni facilmente intuibili: egli deve proteggersi dalla maldicenza e dalla vana curiosità dei profani e da possibili intrusioni nella sfera della sua libertà spirituale delle autorità politiche e religiose; rischio, questo, mai scongiurato una volta per tutte. Ma soprattutto egli , in qualità di Microcosmo sintetico del Macrocosmo, deve agire in conformità con la Natura universale la quale ci mostra che ogni fecondazione e gestazione di una nuova vita- e tale è quella cui dantescamente mira l’Iniziato- richiedono le tenebre ed il silenzio come condizioni di riuscita

Per finire, è utile evidenziare che la successione diacronica delle Quattro Regole del Sapere, del Volere , dell’Osare e del Tacere riveste un carattere meramente espositivo perché nel concreto lavoro esoterico di un Iniziato esse non possono che essere applicate sincronicamente e si implicano a vicenda, in un operare che è a spirale e non lineare

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