Tavola tracciata

L'Uomo: simbolo dell'esistenza universale, simbolo dei simboli

Filosofia

Perché l’Uomo è un simbolo? Componendo questa Tavola, ho immaginato che un interlocutore ideale mi ponesse la domanda trascendentale, il quesito assoluto. Tentare una risposta è stata un’autentica impresa intellettuale ed esoterica, del tutto al di sopra delle mie facoltà. Ho deciso, perciò, di assecondare le ragioni e le voci del cuore e di usare gli strumenti che meglio, nella mia percezione di Uomo e di Artista, rappresentano la dualità umana, ossia l’Istinto e la Ragione; ho perciò attinto alla mia nuda e reale esperienza di vita e a certe letture dove ho potuto imparare quelle lezioni che, come noto, da sole possono cambiare la vita di ognuno di noi. Nelle sue riflessioni sull’esoterismo islamico Guenon ci dimostra geometricamente l’eterna persistenza della dualità rappresentando un punto, centro perfetto di una circonferenza che lo circonda; punto e circonferenza altro non sono che simboli dell’Interiore (el-batin) e l’Esteriore (el zahir) mentre la Verità immutabile, la “Aqiqah” è raggiungibile soltanto attraverso il sentiero/raggio che unisce detta circonferenza al punto. Ciò avviene attraverso un arduo percorso iniziatico, impresa in cui si cimentano pochi e sceltissimi eletti e che, nella scienza sacra dei Sufi, è detta “tariqah”. Essa, o meglio ognuna di esse, muovendo da un punto qualsiasi della circonferenza, è particolarmente adatta agli esseri che si trovano proprio in quel punto ma tutte, a prescindere da dove partano, tendono similmente verso quel Centro Perfetto, riconducendo così gli Iniziati alla ricerca costante dell’essenziale semplicità dello stato primordiale. L’Uomo, in questa rappresentazione, percorre un sentiero ma è al contempo egli stesso il sentiero che percorre

La posizione esatta dell’Uomo, nella visione umanistico-rinascimentale che è più familiare al mondo occidentale, ci viene rivelata in modo definitivo: Egli occupa il centro dell’Universo, ogni Uomo è un Universo, ogni azione che compie ha valore assoluto, simbolico. Perché? L’Uomo rinascimentale, in piena coscienza, non nasconde le sue responsabilità divine, egli non delega ad altri al di sopra e al di fuori di lui la responsabilità dell’assoluzione o della condanna. L’uomo è nell’Universo, perciò è l’Universo. La Trinità sacra, che è il più elementare e potente ricongiungimento con quella verità primordiale di cui poco fa parlavamo, segna i punti e qui erige i pilastri su cui si regge ogni cosa. Io sono profondamente affascinato dalle trappole intellettuali che i padri del rinascimento ci hanno tanto elegantemente teso. La più nobile fra queste si annida forse negli innumerevoli tesori artistici che quell’epoca aurea ci ha tramandato ed in cui ammiriamo, sempre, un autentico dominio delle forme, degli spazi e del Tempo che si crea nell’opera. È il Tempo, nel rinascimento, inteso nella sua accezione pienamente aristotelica, che svela il simbolismo dell’Uomo-universale poiché è sottoposto alla volontà umana ed è generato esclusivamente da essa. Le vie rinascimentali sono pensate per risvegliare le geometrie sacre nel nostro intelletto e l’Arte figurativa, pressoché tutta, si espande oltre ogni immaginabile bellezza nell’ossessiva imitazione della figura umana. Nelle pitture su tela, addirittura, l’uso dei pigmenti chimici è ridotto al minimo proprio per intensificare la densità spirituale che si traduce in materia. I colori dei padri del rinascimento sono terre o pigmenti minerali, un autentico inno agli elementi primordiali ed al loro carattere effettivo

Ciò è possibile solo con l’Uomo, nessun altro soggetto potrebbe raccogliere in sé questo “tutto” né contenere, in perfetto equilibrio, ognuno dei quattro elementi traducendoli in una comunione di azioni, nel soffio vitale e nella costruzione del proprio Spirito. Questo Tempio ideale lo abbiamo chiamato civiltà, ed è un tempio scintillante. Ecco, quindi, che l’uomo si svela in tutta la sua interezza come simbolo totale, come simbolo dei simboli, oracolo contenente in sé la risposta per ogni domanda. Il simbolo, in quanto tale, custodisce una verità esoterica che può essere rivelata per gradi e per certo sappiamo che la via è tracciata ed inizia proprio dalle nostre profonde caverne interiori, per irradiarsi con sempre maggior chiarore se si ha la forza di proseguire nel cammino. Quella forza, quell’Amore di Verità, il dovere di edificare il proprio tempio interiore, l’istinto della conoscenza, la meta dell’Unità sono il senso e lo scopo dell’Officina, luogo edificato per elevare in comunione, attraverso gli strumenti di Forza, Saggezza e Bellezza il Lavoro dell’Uomo-Simbolo

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