Tavola tracciata

Squadra e Compasso: i Simboli della Massoneria

Simbolismo

A.˙.G.˙.D.˙.G.˙.A.˙.D.˙.U.˙. Tracciare una tavola architettonica su squadra e compasso, simboli centrali della Massoneria, richiede una riflessione profonda sul loro significato simbolico, filosofico e pratico. Si può affermare che Squadra e Compasso, sono emblema della Massoneria per antonomasia, conosciuti anche nel mondo profano, ma che per noi iniziati configurano un potente simbolo esoterico. Sono strumenti che venivano utilizzati fin dall’antichità nell’architettura e nella geometria, tradizionalmente, sia la Squadra che il Compasso erano adoperati per tracciare linee precise e angoli impeccabili ed, infatti, per gli scalpellini operativi erano gli utensili più importanti della loro attività. Nei primi grafici massonici del XVIII secolo, gli artisti rappresentavano spesso la Squadra e il Compasso separatamente, senza mai mostrarli insieme. Quando entrambi gli strumenti venivano raffigurati, era raro che li accostassero, e mai li intrecciavano come li vediamo oggi. In base alle prime rivelazioni massoniche, questi strumenti venivano inizialmente considerati semplici arredi della Loggia, fino alla fine del 1700, quando li elevarono a Grandi Luci all’interno del rituale massonico e, solo successivamente risulta che la Squadra e il Compasso vennero intrecciati nelle carte e nelle pubblicazioni massoniche. Una curiosa nota storica è che nel 1873 un produttore di farina tentò di registrare il marchio della Squadra e del Compasso intrecciati. Tuttavia, l’Ufficio brevetti degli Stati Uniti rigettò la richiesta, dichiarando che “questo simbolo, così comunemente indossato e utilizzato dai massoni, ha un significato mistico che è universalmente riconosciuto, indipendentemente dalla sua comprensione da parte di tutti” per poi aggiungere: “Visto il grande significato e la vastità dell’organizzazione massonica, è impossibile separare questo simbolo dal suo valore tradizionale, ovunque esso sia esposto”. La Massoneria nel suo lavoro iniziatico fa proprio riferimento alla potenza dei simboli ed al loro molteplice significato, partendo da quello più evidente e condiviso a quello più segreto ed iniziatico, senza trascurare gli aspetti soggettivi che ogni simbolo massonico può dischiudere a ciascun fratello. Come sappiamo, la componente più importante del simbolismo massonico è legata all’arte degli antichi costruttori, quindi gli strumenti del nostro lavoro iniziatico e del perfezionamento interiore sono allegoricamente quelli del muratore o costruttore, con un utilizzo differente secondo il grado di apprendimento conseguito nel “mestiere” o meglio nell’arte. Con l’avanzamento nei diversi gradi, l’iniziato scopre che questi simboli nascondono un significato sempre più profondo, il mistero che si cela dietro cresce e diventa via via più complesso. Il Libero Muratore viene introdotto alla Squadra e al Compasso nel Grado di Apprendista, sono presenti nel tempio e collocati sull’ara del lavoro, questi, insieme al Libro della Legge Sacra, costituiscono le Tre Grandi Luci. Il Libro della Legge Sacra è un simbolo che riconosce che esiste un rapporto tra l’Essere Supremo e l’uomo. Rappresenta il principio del Sacro, a cui è intimamente legato ogni essere umano, emblema massonico della spiritualità più elevata. Quando si aprono i lavori in primo grado, il Primo Sorvegliante pone sul Libro Sacro, il compasso e – sopra – la squadra. Squadra e Compasso sono sovrapposti e non sottoposti al Libro sacro; questo perché il Massone, rifiuta qualsiasi concezione religiosa dogmatica che sia in conflitto con la morale. Il compasso esprime la capacità del conoscere, la squadra nella sua rigidità dà il limite. In questa interpretazione dunque il compasso, nel grado di Apprendista, non potrà aprirsi più di tanto, altrimenti le sue braccia andrebbero al di fuori della squadra. Ragion per cui, la squadra sovrapposta al compasso esprime il limite della conoscenza che può essere data, ovvero, che può essere compresa dall’Apprendista. In altri termini, definendo il compasso come espressione dello spirito che può aprirsi senza avere limiti e, la squadra come rigida e quindi ancorata dalla materia, la sovrapposizione che si indica nel primo grado vuol significare che ancora, a questo livello, la materia tiene prigioniero lo spirito, lo lega e gli impedisce di andare al di là di ciò che appare, pur permettendo al compasso di cominciare ad aprirsi. La Squadra serve a tracciare il quadrato ed a misurare le superfici piane, convenzionalmente tutto ciò che è terreno e concreto. Il Compasso viene invece utilizzato per la misurazione di ciò che è meno tangibile e più spirituale. Convenzionalmente rappresentato dal cerchio. In grado di Apprendista il lavoro del Compasso non può emergere, è necessario infatti, in questa fase, dare precedenza alla Squadra in quanto prevale il primo grado di conoscenza: la misurazione della Terra, l’apprendimento passivo ed il lavoro lineare. In questo grado è la materia che prevale sullo spirito, ed il Fratello dovrà affidarsi alle parole ad alla saggezza dei Maestri e seguire il percorso che loro, amorevolmente, tracciano per lui. Solo attraverso questo profondo lavoro su se stesso, godendo del privilegio del silenzio, l’Apprendista potrà progredire nella via iniziatica. La squadra è alla base del segno e dei passi dell’apprendista, ricordandoci così, in quei precisi istanti, ogni qualvolta compiamo quei gesti formali, la disciplina che ogni L.M. deve fare propria per praticare la virtù. Sebbene, a prima vista, le interpretazioni che Squadra e Compasso trasmettono possano sembrare ovvie, una riflessione più profonda rivela un simbolismo molto più complesso, che si potrà comprendere solo attraverso uno studio approfondito e paziente di entrambi gli strumenti. Il termine Squadra deriva dal latino “norma” che significa regola, modello o esempio e dal tardo latino “exquadra” - “ex quadrare” ovvero rendere quadrato. La Squadra del “Costruttore” è uno strumento fondamentale in muratura, garantisce che i mattoni siano allineati in modo perfettamente perpendicolare, evitando così il rischio di un crollo della struttura che si sta innalzando. Questo utensile consiste in due bracci, che possono essere in metallo o legno, con bordi piatti uniti in modo tale da formare un angolo di 90 gradi, ossia un angolo retto. La sua funzione pratica risulta cruciale per assicurare la solidità e la stabilità delle costruzioni

In Massoneria, la Squadra acquisisce un significato simbolico profondo, rappresentando la moralità e l’onestà, simboleggiando la nostra capacità di applicare gli insegnamenti morali e di usare la nostra coscienza come guida per valutare se le nostre azioni siano giuste e intrise di rettitudine. Così come la Squadra serve a garantire l’angolo perfetto in un muro, essa ci insegna ad allineare la nostra condotta ai principi morali più elevati. Il Compasso è uno strumento geometrico composto da due bracci uguali fissati all’apiciene utilizzato principalmente per tracciare cerchi, archi o per misurare le distanze tra due punti ed è uno degli arnesi fondamentali in geometria e architettura. Deriva dal latino “compassare” ovvero misurare col passo e prendere una misura. La sua funzione pratica consiste nel creare forme perfette, simmetriche e misurabili. Nella nostra istituzione, il Compasso, rappresenta un “confine” o una linea di demarcazione. Per l’Apprendista Libero Muratore è lo strumento che, come la Squadra, gli viene presentato durante il rituale di Iniziazione e viene puntato al suo cuore, poiché simbolo di sincerità e di volontà di elevazione verso l’alto. Il Compasso ci insegna a mantenere i nostri desideri e le nostre passioni entro i limiti che ci permettono di vivere in equilibrio e giustizia, ossia simboleggiando la nostra capacità di essere saggi e morali. Senza questa pratica, senza il riconoscimento e l’osservanza di tali confini interiori, anche un massone che ha acquisito conoscenza e saggezza non può considerarsi completamente libero. La libertà, infatti, non è semplicemente l’assenza di vincoli esterni, ma la consapevolezza e la capacità di autoregolarsi, di vivere secondo principi morali che ci rendano degni della nostra stessa libertà. La Squadra è, inoltre, lo strumento del M.V. il cui gioiello ne distingue la carica in loggia, indica l’autorità nella misura in cui rappresenta prima di tutto il senso dell’autodisciplina nonché l’equità e il discernimento nell’esprimere il giudizio, quale emblema della rettitudine necessaria all’iniziato per compiere il suo lavoro esoterico

Nel gioiello del M.V., la squadra ha i due bracci non uguali ma in rapporto di tre a quattro come i due lati del triangolo rettangolo dei pitagorici, il braccio più lungo si trova dal lato destro così è segnata la preponderanza del lato attivo (lato destro) sul passivo (lato sinistro). Ed allora, possiamo dire che la Squadra rappresenti, in un senso, l’azione dell’uomo sulla materia e, in un altro senso, l’azione dell’uomo su stesso. Squadra e compasso possono ancora essere associati all’androgino ermetico, il maschile ed il femminile corrispondenti quindi al cielo e alla terra o ancora al sole e alla luna. Quando si combinano, Squadra e Compasso, rivelano la perfetta convergenza tra materia e spirito, volendo significare una fusione tra le responsabilità terrene e quelle spirituali. In questo incontro, vediamo la transizione tra il mondo fisico e quello trascendentale. La Squadra, che simboleggia il corpo fisico, rappresenta la struttura visibile e tangibile del nostro essere. Il Compasso, invece, traccia un cerchio che simboleggia la nostra anima, la parte immateriale di noi che non possiamo vedere, toccare, sentire; rappresenta, pertanto, la nostra essenza interiore, il nostro vero io, quella scintilla divina che ci rende ciò che siamo. Il nostro “me” più profondo, invisibile agli occhi, ma sempre presente dentro di noi. Quando questi due strumenti di lavoro si uniscono in una sintesi perfetta, non solo simboleggiano l’unione tra corpo e spirito, ma anche il giudizio e il discernimento. Per cui rileviamo come la combinazione di questi simboli rappresenti il nostro continuo impegno nel valutare le azioni che compiamo, facendo in modo che ogni singolo gesto, ogni pensiero, venga “squadrato” con precisione e rimanga all’interno dei giusti limiti. Gli iniziati alla libera muratoria, pertanto, devono acquisire l’abitudine di utilizzare simbolo della

Squadra del

Compasso per ricordarsi quotidianamente, di vivere in armonia con questi principi, indipendentemente dalla loro condizione o dalla posizione che occupano nella società

Squadra e Compasso sono, quindi, strumenti indispensabili per “sgrossare” l’io imperfetto e modellare la virtù, uno dei principi etici su cui si fonda la nostra istituzione. Sono Simboli che invitano a una disciplina rigorosa, che va rispettata sempre, senza compromessi ed in ogni contesto, in primis nel proprio percorso iniziatico, così come nella vita profana; una regola universale, radicata in una tradizione immutabile, che poggia su una solida disciplina morale, inviolabile ed incrollabile, che fa da guida al comportamento del massone, si ribadisce, in ogni aspetto della sua vita. Volevo concludere con una citazione, tratta da un libro dei primi del novecento “Mystic Masonry; or, The Symbols of Freemasonry and the Greater Mysteries of Antiquity di Jirah Dewey”, ove il simbolo della Squadra e del Compasso vengono così descritti: “La Squadra e il Compasso sono presenti in ogni Loggia e vengono indossati come distintivi di riconoscimento fraterno. In Loggia, ci viene insegnato che la Squadra è uno strumento con il quale il Massone ‘pratico’ misura e orienta il proprio lavoro, ma noi, Massoni liberi e accettati, impariamo a usarla per uno scopo ben più nobile: quello di allineare la nostra condotta alla regola aurea, ai principi della giustizia e del diritto.” Appare evidente, per noi iniziati, l’attualità di questo pensiero, che deve spingerci ad utilizzare concretamente squadra e compasso nella vita quotidiana, e non solo in loggia. “Ogni giorno, tracciamo cerchi di compassione e costruiamo angoli retti di giustizia

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