Tavola tracciata

La Bilancia: equilibrio, armonia, centro

Simbolismo

LA BILANCIA - EQUILIBRIO, ARMONIA, CENTRO

La bilancia, per quanto siamo abituati alla sua presenza e ce ne serviamo quasi quotidianamente, è uno strumento straordinario. La sua invenzione nell’antichità può essere paragonata a quella dei computer in epoca contemporanea: una vera rivoluzione dei rapporti sociali, commerciali e di svariato altro genere. L’uso della bilancia segna infatti il passaggio da una società primitiva – dove non c’è certezza di rapporti e manca un potere organizzato – a una società più evoluta e ramificata, e in cui la moneta regola gli scambi. La necessità di pesare i metalli preziosi è probabilmente l’innesco della sua invenzione. L’importanza di questo strumento si misura anche nella dimensione simbolica che ha acquisito: ancora oggi rappresenta l’equilibrio, la necessità di una armonia complessiva, sia sul piano spirituale che su quello civile. Non a caso è l’incarnazione iconografica della giustizia. La comparsa di questo congegno, sgombrato il campo da tutte le leggende che la circondano, è da collocarsi al tempo delle più lontane manifestazioni di vita associata. Nell’antico Egitto, la pesatura del cuore, o psicostasia, era solitamente raffigurata nelle pitture sulle pareti delle tombe ed è presente nelle illustrazioni del Libro dei morti. Gli egizi credevano infatti, che nel Duat, ossia gli inferi così come erano intesi dalla loro religione, il cuore di ogni defunto fosse soppesato, nella Sala delle due Maat, sul piatto di una bilancia custodita da Anubi: sull’altro piatto stava la piuma di Maat. Il peso del cuore non doveva superare quello della piuma. Questo è il motivo per cui il muscolo cardiaco non veniva asportato dalla salma durante la mummificazione, a differenza di tutti gli altri organi; il cuore (chiamato ib) era considerato la sede dell’anima. Se il cuore risultava dello stesso peso della piuma di Maat, o più leggero, ciò significava che il trapassato aveva condotto una vita virtuosa e sarebbe perciò stato condotto presso Osiride, luogo di beatitudine. Se invece pesava più della piuma, il cuore veniva divorato dal mostro Ammit e il suo possessore era condannato a rimanere in eterno nel Duat, senza speranza d’immortalità. Per la civiltà greca, il concetto di armonia e di equilibrio fu la chiave di volta per una spiegazione coerente dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo. Sono i filosofi della prima ora, ovvero coloro che all’inizio tentarono un approccio razionale ed organico al mondo naturale ed umano, a mettersi su questa strada aiutandosi talvolta con la più antica tradizione mitico-religiosa. Ragionevolmente si ipotizzava che, essendo finite e limitate tutte le cose che l’uomo conosce, nessuna di esse può stare all’origine delle altre. Bisognerà immaginare una entità illimitata, l’APEIRON, che contiene ogni opposizione e che ristabilisce l’equilibrio quando un elemento “prevarica” quello opposto. Se il giorno con la sua luce “prevarica” la notte, in seguito avverrà il contrario, in modo che l’equilibrio del TUTTO rimanga invariato nell’ordine del tempo. Equilibrio vuol dire dunque giustizia, ordine, regolarità, vita. Ordine e armonia sono due concetti cardine anche per la scuola pitagorica. L’universo intero secondo Pitagora, è governato da una perfetta armonia, anzi questa armonia è un suono fisico al quale siamo talmente abituati da non sentirlo più. Essa è alla base sia della concezione finalistica dell’universo di Plotino, sia “dell’Armonia prestabilita” di Leibiniz in cui Il Supremo Architetto dell’Universo accorda le Monadi (sostanze spirituali nelle quali è racchiusa l’essenza dell’universo) reciprocamente, calcolando lo sviluppo di ognuna nel tempo, in modo che, nel preciso momento in cui l’una intende agire con l’altra, si verifichino in questa i mutamenti corrispondenti, così come un buon artigiano costruisce orologi che in ogni momento segnano la stessa ora, ma ovviamente senza che alcuno agisca sugli altri. Più recentemente, il tema degli opposti è stato uno dei cardini del pensiero di Carl Gustav Jung: quando gli opposti vengono repressi o negati nasce il conflitto; quando invece vengono riconosciuti e messi in relazione nasce una forma più alta di unità. Per Jung quindi, l’armonia non è eliminare gli opposti, ma tenerli insieme in una tensione creativa, fino a far emergere una terza realtà più ampia che li comprende entrambi. Armonia è quindi corrispondenza di idee, di sentimenti, è proporzione, accordo di più parti fra loro, Armonia è il giusto alternarsi degli opposti. In Massoneria, la Bilancia non è solo un oggetto di misura, ma un potente simbolo esoterico che rappresenta la legge morale e la capacità di discernimento dell’iniziato. Il nostro percorso di perfezionamento necessita di un punto di stabilità fra dualità apparentemente inconciliabili e la Bilancia simboleggia questo stato dinamico in cui nessuna forza prevale sull’altra in modo distruttivo. Spesso associata al Regolo, la Bilancia insegna che l’equità è il pilastro su cui poggia ogni società libera. Nel Quaderno n.1 di Mosca vi è la descrizione del Tempio Massonico con la collocazione del segno zodiacale della Bilancia ad Ovest, posto che coincide con l’equinozio d’autunno e dove si posiziona il Copritore Interno, all’ingresso del Tempio, tra le due colonne, di fronte al Maestro Venerabile. Il Copritore Interno ha energia equilibrante e insieme all’Oratore (Gemelli) ed al Segretario (Acquario) costituiscono il triangolo d’Aria. Egli ha il compito di sorvegliare il livello qualitativo dei lavori durante le Tornate Rituali e chiude a chiave la porta del Tempio durante i Lavori Rituali. È il Guardiano della Soglia tra il mondo sacralizzato del Tempio ed il mondo profano, il Giano Bifronte dell’antica Roma con uno sguardo all’interno ed uno all’esterno. Il perno della Bilancia rappresenta il Centro (il Fulcro) dell’essere o il “punto entro il cerchio”. E’ il luogo della neutralità assoluta da cui si osserva la realtà senza pregiudizi. Solo partendo dal proprio centro interiore, il massone può giudicare rettamente le proprie azioni e quelle altrui. Nella Nostra Istituzione, il Centro rappresenta quindi il punto di equilibrio geometrico, spirituale e morale dell’iniziato. Già prima dell’Iniziazione, il candidato profano viene isolato nel Gabinetto di Riflessione e qui gli viene chiesto di redigere il proprio “Testamento Spirituale”, rispondendo a tre domande cruciali volte a spostare il baricentro dei suoi pensieri dal caos esterno verso il centro del suo essere: -

Quali sono i doveri dell’uomo verso se stesso? (domanda rivolta per cercare il centro profondo della propria coscienza e del miglioramento interiore)

Quali sono i doveri dell’uomo verso l’Umanità? (domanda rivolta per cercare l’estensione del cerchio verso il prossimo e la fratellanza)

Quali sono i doveri dell’uomo verso l’Essere Supremo? (domanda rivolta per cercare il legame verticale con il Trascendente, simboleggiato dal Grande Architetto dell’Universo)

La Loggia con i suoi alti valori simbolici, con le sue proporzioni architettoniche, sintetizza questo percorso e diventa presupposto necessario all’aggregazione armonica delle componenti: fisica, animistica e spirituale, che costituiscono l’essenza della specie umana. Solo in questo equilibrio l’uomo può conoscere e costruire Se stesso, ricercando il Vero ed il Giusto. Ed è proprio in questa ricerca del vero e del giusto che, fra gli uomini, l’uomo massone è quello che maggiormente ha possibilità di successo. Egli vive di impegno, vive di approfondimenti continui nel suo animo e in stretta armonia con gli animi dei suoi fratelli. Il nostro è un lavoro di gruppo, dove uno è funzionale all’altro e il nostro luogo di incontro, la Loggia, trova nell’armonia la sua caratteristica essenziale. In essa “tutto è giusto e perfetto”. Fratelli, investiamo tutte le nostre energie e mettiamoci continuamente alla prova sul versante dell’armonia in Loggia e fra Logge. L’armonia che deve errare nella nostra valle massonica non può essere quella del passero solitario di Leopardi, intrisa di rimpianti di vita e gioie non vissutiviamo invece l’incanto della nostra meravigliosa stagione iniziatica, viviamo la nostra Loggia!!! E allora cari Fratelli: 1) Qual è il ruolo dell’equilibrio nel processo di sgrossamento della Pietra Grezza? 2) Come si passa dal Caos all’Armonia 3) Se la Pietra Grezza rappresenta l’uomo nel suo stato profano, dov’è nascosto il suo Centro? Dobbiamo scavare per trovarlo o squadrare l’esterno per rivelarlo?

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