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Corpus Hermeticum

libro di Ermete Trismegisto (attribuito) II–III sec. d.C. ☉ 5 min di lettura ✓ verificata il 2026-05-18

Corpus Hermeticum

Una porta antica

“Quello che è in alto è come quello che è in basso, e quello che è in basso è come quello che è in alto.”


Fratello Apprendista, le prime volte che incontri questa frase ti sembrerà bella senza sapere bene perché. Tutta la lettura del Corpus Hermeticum che ti propongo qui sta in quello stupore — e nel desiderio di capirlo meglio. Non ti serve sapere molto altro per cominciare.

Che cos’è il Corpus Hermeticum

Il Corpus Hermeticum è una piccola raccolta di scritti — circa duecento pagine, divisi in diciassette brevi trattati — composti in lingua greca nell’antichità tarda, fra il I e il III secolo dopo Cristo, in Egitto. Li attribuirono allora a una figura immensa e in parte leggendaria, Ermete Trismegisto (“Ermete tre volte grandissimo”), un saggio che la tradizione raffigurava come il padre di tutte le scienze e di tutte le arti dell’uomo civile: la scrittura, il calcolo, l’astronomia, la medicina, la musica, il rito. Anche la Massoneria, nelle sue Antiche Costituzioni, lo ricorda fra i nostri lontani Maestri.

Sono testi dialogati: un padre spirituale — Ermete stesso, oppure Tat, oppure Asclepio — parla con un figlio o un discepolo, e gli rivela, passo dopo passo, una visione del cosmo, della divinità e dell’uomo. Non sono trattati filosofici nel senso scolastico. Sono conversazioni iniziatiche: il maestro non spiega, desta. Quando le leggi con attenzione, ti accorgi che l’autore non vuole convincerti di qualcosa che non sapevi — vuole farti riconoscere qualcosa che già sapevi senza saperlo.

Le tre idee che ti conviene portare via

Tre intuizioni del Corpus attraversano la nostra Tradizione e tornano nei nostri simboli. Te le offro nella forma più semplice possibile.

Prima idea: l’uomo è specchio del cosmo. Tutto ciò che vedi nel grande mondo intorno a te — le stelle, gli elementi, le stagioni, le forze della natura — è presente, ridotto in piccolo, dentro di te. Sei un microcosmo. Conoscere te stesso, allora, non è solo introspezione: è studiare per la prima volta una mappa minuscola dell’universo intero. Da qui la formula che ti citavo all’inizio: come sopra, così sotto. Non è uno slogan astrologico — è la più antica giustificazione filosofica del lavoro su di te.

Seconda idea: la conoscenza salva. Per i nostri antichi, la conoscenza vera non era un’erudizione che si aggiunge a una vita ignorante: era una trasformazione della vita stessa. Quando l’uomo gnostikòs (“colui che conosce”) si riconosce parte del Tutto, smette di essere prigioniero delle paure, dei desideri vani, delle apparenze. Tornerà, però, a essere prigioniero un’altra volta se quella conoscenza si raffredda in semplice opinione. Per questo l’iniziazione non è un evento singolo — è un cammino. Lo sentirai dire molte volte in Loggia: non hai ricevuto la Luce per smettere di cercarla.

Terza idea: il visibile è figura dell’invisibile. Gli oggetti che ci circondano, i simboli, le forme della natura sono segni — non in senso convenzionale (come la parola “albero” sta per un albero), ma in senso ontologico: una pietra è davvero, in qualche modo, partecipe della cosa che ti rivela. È la grande affermazione del simbolo come ponte fra mondi. Quando contempli un simbolo massonico — la squadra, il compasso, la pietra grezza — stai facendo qualcosa che gli antichi facevano contemplando i loro: lasciare che il segno agisca dentro di te, prima ancora che la mente lo “spieghi”.

La pagina iconica: il sogno di Poimandres

Il primo trattato del Corpus, intitolato Poimandres, è una pagina che vale la pena conoscere anche solo per la sua bellezza. Ermete, ancora discepolo, in uno stato fra veglia e sogno, vede apparirgli una figura immensa, di luce. Gli chiede chi sia. La figura risponde: “Io sono Poimandres, l’intelletto della suprema potestà. So ciò che tu desideri, e ovunque sono con te”. Da questo incontro inizia la rivelazione: la creazione del cosmo, la discesa dell’anima nei corpi, la promessa che l’uomo può risalire, attraverso le sfere planetarie, fino alla sua Casa originaria.

Non importa, in questa prima lettura, capire ogni dettaglio. Importa cogliere la struttura: un’intelligenza più grande di te ti viene incontro nel momento in cui finalmente cominci a chiedere. È esattamente la struttura della tua iniziazione. Hai bussato e si è aperto.

Perché te ne parlo nel primo grado

Tre ragioni semplici. La prima: il Corpus è uno dei luoghi dove la nostra Tradizione ha imparato a parlare di sé. Studiandolo, riconosci la lingua materna di molti dei nostri simboli. La seconda: ti abitua a leggere testi che non chiedono di essere creduti, ma di essere praticati — fanno fare, non fanno sapere. La terza, la più importante: ti consegna, prima ancora di tutto il resto, la grande regola di tutta la nostra arte — che ciò che lavori dentro di te lavora anche fuori, e che ciò che lavori fuori di te lavora anche dentro. Lo capirai meglio quando passerai al grado di Compagno; lo sperimenterai quando sarai Maestro. Per ora ti basta tenerlo come una piccola lampada accesa accanto al tuo banco di lavoro.

Per cominciare a leggere

Una traduzione affidabile, in italiano, è quella di Valeria Schiavone per Mimesis (Milano, 2001). Più ampia, ma anche più impegnativa, l’edizione di Ilaria Ramelli per Bompiani (Milano, 2005), con testo greco a fronte: te la indicherò di nuovo nel Compagno, quando potrai usarla davvero. Per ora prendi la Mimesis o un’antologia popolare e leggi soltanto il Trattato I (Poimandres), lentamente, una volta al mese, per i prossimi tre mesi. Non cercare di capire tutto subito: lascia che le immagini si depositino. Annota in carnet le parole che ti colpiscono e portale in Loggia.


Per andare oltre

  • Versione Compagno → Compagno/Corpus Hermeticum
  • Versione Maestro → Maestro/Corpus Hermeticum (quando sarai pronto)

Vedi anche, nel tuo grado

  • Ermetismo — il macro-tema
  • Ermete Trismegisto — la figura
  • Squadra e Compasso — i simboli che ti stanno parlando ora
  • Pietra Grezza e Pietra Cubica — il tuo lavoro quotidiano

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