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Costituzioni e Regolamento dell'Ordine
📖 Tornata Informale — 21 aprile 2026
Costituzioni e Regolamento dell’Ordine
Il tema
Le Costituzioni e il Regolamento sono i due testi che ogni Massone dovrebbe conoscere e che pochi studiano davvero. Non perché siano aridi, ma perché richiedono un cambio di prospettiva: smettere di leggerli come documenti burocratici e cominciare a leggerli come atti fondativi, dove la norma amministrativa e il simbolo iniziatico coincidono.
Conviene distinguere subito i due testi. La Costituzione è la legge fondamentale dell’Ordine: enuncia i princìpi, i fini, la struttura e i doveri generali della Comunione. Il Regolamento è il testo applicativo: disciplina in dettaglio il funzionamento — le elezioni, le cariche, le procedure, la vita amministrativa delle logge. La Costituzione dice che cosa è l’Ordine e a quali princìpi si vincola; il Regolamento dice come quei princìpi si traducono nella pratica quotidiana del lavoro.
La domanda di fondo è questa: cosa significa che la Loggia si governa secondo Costituzioni scritte? Non è una domanda scontata. Le corporazioni operative medievali avevano i loro Old Charges — codici di comportamento trasmessi dapprima oralmente e poi fissati in manoscritti. Quando la nascente Massoneria speculativa, tra il 1717 e il 1723, si dà per la prima volta un testo costituzionale a stampa, compie un atto di rottura e di continuità insieme: fissa per iscritto ciò che era stato consuetudine e memoria, ma lo inscrive in una genealogia mitica che risale — nella narrazione di James Anderson — fino ad Adamo.
La Costituzione non è la Loggia: ne è la forma. È lo strumento con cui una comunità di uomini liberi si dà una legge che riconosce come propria, e non come imposta dall’esterno. Per questo la tradizione massonica non separa mai del tutto il piano giuridico da quello simbolico: il Libro delle Costituzioni sta sull’Ara accanto al Volume della Sacra Legge, alla Squadra e al Compasso, e da quella collocazione riceve il suo significato.
Questa tornata percorre i tre grandi strati di questo edificio normativo: gli Antichi Doveri (Old Charges) delle corporazioni operative, le Costituzioni di Anderson del 1723 come atto di fondazione della Massoneria speculativa, e i Landmarks come tentativo di isolare ciò che nella Massoneria è ritenuto immutabile. Sullo sfondo resta la domanda pratica: che rapporto ha ciascun Fratello, oggi, con la Costituzione della propria Obbedienza?
I fondamenti costituzionali
1. Gli Antichi Doveri (Old Charges) — la radice operativa
Prima di ogni Costituzione a stampa esiste una lunga tradizione manoscritta: gli Old Charges o Antichi Doveri, oltre un centinaio di documenti redatti tra la fine del XIV secolo e il XVIII, che raccolgono la leggenda dell’Arte muratoria e i doveri del mestiere. Non sono verbali amministrativi, ma testi insieme normativi, morali e leggendari: un’invocazione, una storia dell’Arte, e poi i doveri veri e propri — dalla lealtà verso il committente al segreto di bottega, dall’assistenza al confratello in difficoltà al retto comportamento.
La radice del termine è illuminante: charge significa insieme “incarico”, “obbligazione” e “onere”. Gli Old Charges non sono soltanto “regole”, ma impegni — ciò che l’artigiano, e poi il Massone, deve alla propria Arte e alla comunità che la custodisce. Sono l’anello di congiunzione tra la Massoneria operativa dei cantieri e quella speculativa delle logge moderne: è di qui che i compilatori settecenteschi trarranno la materia delle prime Costituzioni a stampa.
2. Le Costituzioni di Anderson (1723) — l’atto di fondazione speculativo
Il 24 giugno 1717, giorno di San Giovanni Battista, quattro logge londinesi si riuniscono alla taverna Goose and Gridiron, nel sagrato di St Paul, e si costituiscono in Gran Loggia — la Premier Grand Lodge of England, prima Gran Loggia della storia. È un corpo ancora privo di una legge scritta condivisa. Per darsi tale legge, la Gran Loggia incarica il pastore presbiteriano James Anderson (1679–1739) di raccogliere e ordinare gli antichi documenti.
Il risultato è The Constitutions of the Free-Masons, stampato a Londra nel 1723. Anderson fonde due materiali: gli antichi manoscritti operativi (le Gothic Constitutions) e i regolamenti moderni già in uso. L’atto ha due livelli, inseparabili.
Livello storico-giuridico. Anderson dà alla giovane Gran Loggia speculativa, nata appena sei anni prima, un fondamento di legittimità e un corpo di regole comuni: le Charges of a Free-Mason (i doveri generali) e le General Regulations (l’ordinamento della Gran Loggia e delle logge). È la prima volta che la Massoneria dispone di un testo costituzionale a stampa, destinato a circolare e a essere adottato ben oltre l’Inghilterra.
Livello simbolico. Il libro non si apre con i regolamenti, ma con una storia dell’Arte reale: una genealogia che fa risalire la Massoneria ad Adamo — “primo geometra” — e la conduce attraverso Noè, Abramo, Mosè, Salomone e il Tempio di Gerusalemme, Euclide, i costruttori romani e i Maestri medievali, fino alla fondazione della Gran Loggia. La norma è deliberatamente radicata nel mito: chi osserva le Costituzioni non ubbidisce a un’autorità estranea, ma si riconosce parte di una linea di trasmissione che precede ogni istituzione.
«Adamo, nostro primo progenitore, creato a immagine di Dio, il Grande Architetto dell’Universo, deve aver portato scritte nel proprio cuore le Scienze liberali, in particolare la Geometria.» — James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons, 1723 (apertura della “History”)
Nel celebre primo articolo dei doveri — Concerning God and Religion — Anderson introduce inoltre il principio che avrà le conseguenze più profonde: il Massone è tenuto a quella “Religione su cui tutti gli uomini concordano”, lasciando a ciascuno le proprie opinioni particolari. È la formula che apre la Loggia agli uomini “buoni e leali”, di ogni confessione, e fa della Fratellanza un “centro di unione” fra persone che sarebbero altrimenti rimaste divise.
3. I Landmarks — il nucleo immutabile
Se le Costituzioni sono legge scritta, e come ogni legge possono essere modificate, la tradizione massonica postula anche un livello anteriore alla legge: i Landmarks (letteralmente “pietre di confine”), i principi ritenuti così antichi e fondamentali da non poter essere alterati da nessuna autorità. Il concetto compare già nelle General Regulations del 1723, dove si stabilisce che la Gran Loggia può emendare i regolamenti “purché siano preservati gli antichi Landmarks”. Ma il termine resta a lungo indefinito: nessuno elenca quali siano.
Proprio questa indeterminatezza è istruttiva: i Landmarks segnano il punto in cui la Massoneria riconosce di poggiare su qualcosa che precede la propria capacità di legiferare. Sono il fondamento che la legge scritta può custodire, ma non creare.
4. La Costituzione dell’Ordine in Italia — la Loggia come cellula sovrana
La tradizione costituzionale anglosassone si trapianta presto nel continente. In Italia il Grande Oriente d’Italia fa risalire la propria origine al giugno 1805, quando Milano, in epoca napoleonica, diviene sede del primo Grande Oriente italiano, con il viceré Eugenio di Beauharnais primo Gran Maestro. Da allora l’Ordine si è dato, attraverso le vicende della sua storia, una successione di statuti e Costituzioni, fino ai testi oggi in vigore — la Costituzione dell’Ordine e il Regolamento dell’Ordine — che ogni Fratello è chiamato a conoscere.
Il principio che attraversa questa tradizione è che la Loggia è una cellula sovrana: non la sezione periferica di un apparato gerarchico, ma un organismo che possiede in sé la pienezza del lavoro rituale e che delega volontariamente alcune funzioni all’Obbedienza, la quale garantisce la regolarità, custodisce i rituali e riconosce le logge tra loro. La struttura non discende dall’alto ma si compone dal basso, per accordo: un modello che la simbologia massonica avvicina alla costruzione del Tempio, dove ogni pietra è compiuta in sé e l’edificio nasce dall’armonia delle parti, non da una coercizione esterna.
Questa architettura si riflette in una triangolazione simbolica ricorrente, che la tradizione propone per leggere i testi normativi non come burocrazia ma come strumenti dell’Arte:
| Piano normativo | Simbolo | Significato |
|---|---|---|
| Libro delle Costituzioni | Volume della Sacra Legge | La norma fondativa che presiede al lavoro |
| Il Compasso | I limiti dell’azione morale | La Costituzione come misura entro cui si opera |
| La Squadra | Il retto agire | Il Regolamento come squadra applicata alla condotta |
Fonti e approfondimenti
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James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons (Londra, 1723; 2ª ed. 1738). L’atto costituzionale della Massoneria speculativa: “History”, “Charges” e “General Regulations”. Testo cardine, di cui restano numerose ristampe anastatiche ed edizioni critiche. Nel vault: Anderson James - Le Costituzioni Massoniche.
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Grande Oriente d’Italia, Costituzione dell’Ordine (testo del 1949 e revisioni successive) e Regolamento dell’Ordine. La tradizione costituzionale italiana e il principio della Loggia come cellula sovrana. Testo di riferimento diretto per il rapporto di ciascun Fratello con la propria Obbedienza. Nel vault: Costituzione e Regolamento del GOI.
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Il Manoscritto Regius (ca. 1390). Il più antico documento massonico conosciuto: 794 versi rimati, conservato alla British Library (Royal MS 17 A I), pubblicato da James Orchard Halliwell nel 1840. Contiene le prime versioni scritte dei doveri dell’Arte e pone la geometria a fondamento del mestiere. Punto di partenza accessibile per gli Old Charges.
Rilevanza per il cammino massonico
Perché una Loggia ha bisogno di Costituzioni? La risposta immediata è organizzativa: per riunirsi, deliberare, riconoscersi tra logge. La risposta profonda è di ordine iniziatico: perché la libertà senza forma è dispersione, e il lavoro dell’iniziato consiste precisamente nel dare forma alla materia grezza. Le Costituzioni sono il regolo con cui la Loggia misura se stessa: non un vincolo che mortifica, ma la squadra che permette di edificare.
Ne discende una distinzione che vale per ogni Fratello. C’è chi segue le Costituzioni come si obbedisce a un regolamento esterno, e c’è chi le ha interiorizzate, cioè ne comprende il principio e sa applicarlo anche là dove la lettera tace. Il Massone maturo non cerca nella norma un’autorità che lo sollevi dal giudizio, ma un linguaggio comune che gli permette di lavorare insieme agli altri senza confusione dei piani. Conoscere le Costituzioni significa allora conoscere la grammatica del lavoro di Loggia.
Domande per la riflessione
- Cosa distingue il Fratello che “segue” le Costituzioni da quello che le ha interiorizzate? È una distinzione reale, o solo un modo di dire?
- Le Costituzioni di Anderson costruiscono una genealogia mitica, da Adamo geometra fino al 1717. In che senso ciascun Massone, ancora oggi, è parte di quella catena? Che valore ha una legge che si dà una memoria?
- Un’Obbedienza è al tempo stesso una struttura di garanzia e una confederazione di logge sovrane. Come si vive, in Loggia, la tensione tra autonomia della cellula e appartenenza all’Ordine?
- Se le Costituzioni fossero riscritte oggi, quali principi resterebbero invarianti — cioè quali si rivelerebbero veri Landmarks — e quali si scoprirebbero semplice convenzione storica?
- Qual è l’articolo delle Costituzioni che appare più “vivo”, ancora animato dallo spirito e non solo dalla lettera? E quale invece attende di essere ricompreso?
Connessioni nel vault
- Gli Antichi Doveri — Old Charges
- Old Charges e Anderson
- Anderson James - Le Costituzioni Massoniche
- Albert G. Mackey
- Costituzione e Regolamento del GOI
- Il Tempio come Microcosmo
- Il Percorso Iniziatico
- Symbolism of Freemasonry
- Dizionario Massonico integrato
- Il Numero Tre
Connessioni nella Mappa
- La Massoneria nella Storia — le Costituzioni come snodo tra Massoneria operativa e speculativa
- Le Due Anime della Massoneria — la tensione fra lettera normativa e spirito iniziatico
- La Tolleranza e la Libertà — il primo dovere andersoniano e la “religione su cui tutti concordano”
- Geometria Sacra — la geometria come fondamento dell’Arte nei documenti costitutivi
- Il Numero Tre e la Triangolazione — i tre gradi come Landmark e struttura dell’Ordine
Fonti / Bibliografia
- Fonti primarie
- James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons, Londra, 1723; 2ª ed. 1738.
- Manoscritto Regius (Royal MS 17 A I, British Library), ca. 1390; ed. J. O. Halliwell, The Early History of Freemasonry in England, 1840.
- Grande Oriente d’Italia, Costituzione (1949 e succ.) e Regolamento dell’Ordine.