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Julius Evola

autore ☉ 6 min di lettura ✓ verificata il 2026-05-19

Julius Evola (1898–1974)

Il “barone” italiano dell’esoterismo controverso

Fratello Apprendista, ti presento un nome che la cultura italiana del Novecento non può ignorare e che la cultura italiana del Novecento ha sempre faticato a collocare: Julius Evola, nato Cesare Andrea Evola. Filosofo, esoterista, pittore dadaista, tradizionalista. Compromesso politicamente con il fascismo e con la “destra radicale” del dopoguerra. Eppure: opera enorme di filosofia tradizionale, alchimia, Yoga, Tantra, magia, mistica eroica. Ti propongo qui un primo sguardo onesto: i suoi meriti, i suoi gravi limiti, e come può essere letto da un fratello del XXI secolo.

Chi era

Cesare Andrea Evola — che italianizza il proprio nome in Julius per ragioni esoteriche-tradizionalistiche già negli anni 20 — nasce a Roma il 19 maggio 1898. Famiglia siciliana borghese. Il “Barone” è titolo che lui stesso assume senza fondamento giuridico — è leggenda creata da lui sulla famiglia, contestata dalla critica.

Da giovane combatte come ufficiale d’artiglieria nella Prima Guerra mondiale (1917–1918). Negli anni 1920 è figura centrale del Dadaismo italiano (incontra Tristan Tzara, dipinge quadri esposti in mostre internazionali), poi idealismo magico nella scia di Aristoclide e Gentile, poi filosofia tradizionale.

Negli anni 1927–1929 partecipa al Gruppo di Ur — con Arturo Reghini, Giovanni Colazza, e altri esoteristi italiani — pubblicando la celebre rivista Ur (poi Krur) di “scienza magica”. Rompe drammaticamente con Reghini nel 1929 (in seguito la lite degenera in processo civile, 1932). Reghini perde, Evola vince — ma è vittoria amara.

Sotto il fascismo (1922–1943): Evola si propone come ideologo tradizionalista del regime. Mussolini lo riceve nel 1942 e gli affida l’incarico di studiare la dottrina razziale in chiave “spirituale” (non solo biologica). Evola pubblica Sintesi di dottrina della razza (1941) — opera centrale del problema politico-razziale evoliano.

Nel 1945 durante un bombardamento alleato di Vienna è gravemente ferito: rimane paraplegico per il resto della vita. Tornato in Italia, dal 1948 alla morte vive a Roma in semi-reclusione, nella propria casa in Corso Vittorio Emanuele. Pubblica le opere maggiori del secondo Evola: Cavalcare la tigre (1961), Il cammino del cinabro (1963, autobiografia intellettuale), Lo Yoga della potenza (rev. 1949 — da non confondere con la prima versione 1932).

Muore a Roma il 11 giugno 1974, a 76 anni. Le ceneri saranno sparse, secondo la sua volontà, sul Monte Rosa (Alpi italiane).

Le tre cose che ti porti via

Prima: la Tradizione come categoria interpretativa. Evola eredita da René Guénon (1886–1951) — il maestro francese che lui considera “il più grande pensatore tradizionale dell’Europa moderna” — l’idea che esista una Tradizione primordiale unitaria, espressa storicamente in forme diverse (vedismo, ermetismo, taoismo, sufismo, cristianesimo esoterico). Da questa prospettiva la modernità è deviazione, kali yuga (l’età oscura indù), declino progressivo. Per il fratello Apprendista: questa categoria è strumento ermeneutico utile (anche se molto critico) per leggere la propria epoca — sempre tenendo presente che è posizione, non verità rivelata.

Seconda: la via eroica (kshatriya) all’iniziazione. Distinzione che Evola insiste molto: la via mistica (devozionale, contemplativa, “femminile” nel suo linguaggio talora problematico) e la via eroica (azione, conflitto, dominio di sé, “maschile”). Evola predilige la seconda, e la rivendica come propria dell’occidente — contro Guénon che privilegiava l’oriente metafisico. La via eroica include il guerriero che si lascia uccidere senza odio (Bhagavad-Gita), il cavaliere medievale che cerca il Graal, l’alchimista che opera nel laboratorio. Per il fratello che lavora nel Tempio: la Massoneria operativa di Evola è via eroica, lavoro su di sé come “guerra sacra” interiore.

Terza: la crisi della modernità.* Evola dedica un’opera intera, La rivolta contro il mondo moderno (1934), a un’analisi radicale della modernità come decadenza: dalle società tradizionali (gerarchiche, sacre, organiche) alle società moderne (egualitarie, secolari, atomistiche). Per il fratello che riflette sulla nostra epoca: la critica evoliana è potente anche se selettivamente unilaterale. Va letta in dialogo con altre critiche della modernità (Max Weber, Theodor Adorno, Charles Taylor) — non come unica* lettura.

Per cominciare

Per il fratello Apprendista, due avvertenze prima delle letture:

(a) Non iniziare da Evola se è il tuo primo contatto con la tradizione esoterica. Comincia con Eliade, con Faivre, con Guénon (più equilibrato di Evola). Evola è autore complesso e politicamente contaminato; va letto dopo aver costruito una propria capacità critica.

(b) Quando lo leggi, leggilo criticamente. Sappi che ogni pagina può contenere fulminanti intuizioni e contemporaneamente posizioni razziste, sessiste, antidemocratiche che il fratello del XXI secolo deve riconoscere come tali — senza per questo respingere ciò che vi è di valido.

Detto ciò, due libri possibili per iniziare:

  • Julius Evola, La tradizione ermetica, Edizioni Mediterranee, Roma 1996 (orig. 1931). Sull’alchimia come Magnum Opus spirituale. Una delle sue opere meno politiche e più solidamente esoteriche.
  • Julius Evola, Lo Yoga della potenza, Edizioni Mediterranee, Roma 1968 (rev. 1949 dell’orig. L’uomo come potenza 1925). Sul Tantra. Opera densa, meritevole.

Per inquadrare Evola criticamente: - Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di Ur, SeaR Edizioni, Borzano 1994. Studio onesto sulla fase iniziatica 1927-29. - Furio Jesi, Cultura di destra, Garzanti, Milano 1979. Per la critica filosofica-storiografica.

Una cautela

Tre cose il fratello Apprendista deve sapere su Evola — e queste non sono opzionali:

  1. Il suo razzismo non era solo “spirituale”. Le sue opere razziali (Il mito del sangue 1937, Sintesi di dottrina della razza 1941, Indirizzi per una educazione razziale 1941) contengono — accanto alle distinzioni “spirituali” — posizioni antisemite esplicite e teorie gerarchiche dei popoli che hanno avuto effetti concreti nel regime fascista. Evola si dichiarava per una “razza interiore” più importante della “razza biologica”, ma includeva anche la razza biologica nel suo schema. Il fratello che lo legge deve sapere questo.

  2. Le sue posizioni sulla donna sono insostenibili. Distinzione fra “donna come sposa” e “donna come amante eterica” (in Metafisica del sesso, 1958) è suggestiva ma intrecciata con una gerarchia maschile-femminile che il fratello del XXI secolo non può che riconoscere come obsolete e talora oppressiva.

  3. La sua eredità nella destra estrema italiana del dopoguerra è documentata. Movimenti come Ordine Nuovo (Pino Rauti, 1956) e Avanguardia Nazionale lo eleggevano a maestro. Negli anni ‘60 e ‘70 Evola fu chiamato “padre ideologico” da gruppi della destra eversiva (alcuni anche coinvolti in stragi). Lui stesso contestò alcune di queste appropriazioni, ma la responsabilità storica della sua opera nel post-fascismo italiano è oggetto di dibattito storiografico continuo (Furio Jesi, Marco Tarchi, Francesco Cassata).

Per il fratello del XXI secolo che entra in Loggia con i valori massonici di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza: Evola è figura problematica. La sua opera contiene cose preziose e cose moralmente respinte. Leggilo con cura, con contesto, con coscienza critica.


Per andare oltre

  • Versione Compagno → Compagno/Julius Evola (quando passi al secondo grado: biografia in dettaglio 1898–1974, fase dadaista, idealismo magico, Gruppo di Ur 1927-29 con Reghini, le 4 categorie Tradizione/eroico/sesso/razza, la rivolta contro il mondo moderno, le controversie politiche e l’eredità nella destra italiana del dopoguerra)
  • Versione Maestro → Maestro/Julius Evola (per la bibliografia completa: 30 opere di Evola con datazione critica, le edizioni Mediterranee/Hieros/Volpe, le controversie storiografiche Jesi-Cassata-Furlong-Hansen, l’eredità nella destra eversiva italiana documentata)

Vedi anche, nel tuo grado

  • Apprendista/Tradizione Primordiale Guénon — il maestro francese di Evola
  • Apprendista/Ermetismo — la corrente in cui Evola si situa (alchimia ermetica)
  • Apprendista/Arturo Reghini — il primo maestro italiano (rottura 1929)
  • Apprendista/Il Percorso Iniziatico — la via iniziatica eroica per Evola

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