Autore
Ermete Trismegisto (testi greci)
Ermete Trismegisto (Hermes Trismegistus) — I–III sec. d.C.
Periodo: Testi composti I–III sec. d.C. (Epoca Romana tardiva)
Provenienza geografica: Egitto (di radice), Grecia (di redazione linguistica)
Statuto storico: Personaggio semilegendario, pseudepigrafista (attribuzione fittizia)
Opera principale: Corpus Hermeticum (14 trattati primari), Asclepius
Contesto culturale: Sincretismo greco-egiziano, Neoplatonismo, proto-Gnosticismo
Profilo storico e filologico
Ermete Trismegisto (Ἑρμῆς ὁ Τρισμέγιστος, “Hermes il Tre Volte Grande”) è una figura letteraria composita che fonde molteplici tradizioni: il dio egiziano Thoth (associato alla scrittura e alla magia), il dio greco Hermes (messaggero divino e psicopompo), e il saggio egiziano leggendario della tradizione nativa. Il “Tre Volte Grande” allude probabilmente a tre aspetti: re, sacerdote, e filosofo della saggezza.
I testi attribuiti a Ermete—il Corpus Hermeticum e l’Asclepius—non sono opera di un autore storico unico, ma raccolta di trattati redatti in greco koinè durante l’Epoca Romana tardiva (I–III sec. d.C.) in Egitto, probabilmente nella cosmopolita Alessandria. Questi testi circolano anonimamente fino al Rinascimento europeo, quando vengono “riscoperte” come documenti di un’antica saggezza egiziana.
La controversia filologica di Casaubon (1614): Nel 1614, lo storico francese Isaac Casaubon dimostra filologicamente che i testi ermetici non sono documenti egiziani antichi (come si credeva) ma composizioni greco-romane tardive (I–III sec. d.C.), contaminate di lessico e concetti platoni e neoplatonici. Questa scoperta demolisce la credenza rinascimentale che Ermete fosse un saggio egiziano coevo a Mosè e Pitagora. Tuttavia, la questione dell’autenticità spirituale rimane aperta: i testi contengono effettivamente una visione metafisica coerente e profonda, sebbene la loro collocazione storica sia tardiva.
Nonostante la datazione tarda, il Corpus Hermeticum è considerato una delle più importanti testimonianze della spiritualità sincretistica greco-egiziana e uno dei testi cardine dell’esoterismo occidentale.
Architettura concettuale del pensiero ermetico
I. Il Nous divino e la scala degli esseri (Poimandres)
Il primo trattato del Corpus Hermeticum, il Poimandres (Ποιμάνδρης, “il Pastore dei Segreti”), espone la cosmologia ermetica. L’iniziato (Hermes) riceve una visione mistica da parte del Nous divino (Νοῦς, l’Intelletto cosmico, la Mente Universale):
Il Nous è il Principio Primo, l’Essere assoluto e onnisciente, da cui procede la manifestazione cosmica. A differenza del Dio cristiano, il Nous è impersonale, non-creatore (nel senso di ex nihilo), ma l’eterno generatore di forme.
Dalla Nous procedono una successione di livelli gerarchici:
- Logos (Λόγος, la Parola, la Ragione Universale): La manifestazione primaria della Nous, il principio ordinatore che struttura il caos primordiale
- Demiurge (Δημιουργός, l’Artigiano): La Mente plasmatrice, che organizza la materia cosmica secondo il modello del Logos
- Sette Governatori Planetari (Ἑπτὰ Κυβερνῆται): Gli spiriti governanti i sette pianeti, che presiedono ai destini umani
- La natura inferiore (la materia grossolana): Il dominio del divenire mortale
L’uomo, secondo il Poimandres, è microcosmo: contiene in sé la struttura dell’intero universo. La salvazione (σωτηρία) consiste nel ricordare (ἀνάμνησις) la propria essenziale identità con il Nous divino.
II. Il Nous come Luce e Conoscenza (Gnosis)
L’insegnamento ermetico enfatizza il Nous come Luce conscia: il principio della conoscenza diretta e della illuminazione. La Gnosis (γνῶσις, lett. “conoscenza”) non è conoscenza intellettuale ordinaria, ma gnosi esperienziale, diretta, della propria identità con il Divino.
La pratica ermetica mira alla theosis (θέωσις, “divinizzazione”): l’unione della coscienza individuale con la Nous universale. Questa non è un’aspirazione futura, ma un’realizzazione possibile nel presente: il Nous è eternamente presente, e l’uomo che riconosce questa identità entra ipso facto nel stato di salvezza.
III. Il Cosmologia della Emanazione (Processio)
Il Corpus Hermeticum espone una cosmologia neoplatonica di emanazione progressiva:
Dalla Monade (l’Uno, indifferenziato) procedono successivamente il Nous, il Logos, il Demiurge, i Sette Governatori, la natura inferiore. Ogni livello è una “contrazione” o “densificazione” del livello precedente.
La creazione del cosmo non è volontaria nel senso teologico cristiano, ma organica: come il sole irradia luce necessariamente, così il Divino irradia manifestazione.
L’uomo, trovandosi ai livelli inferiori, sperimenta l’ignoranza (ἀγνωσία) della sua vera natura. La pratica spirituale ermetica consiste nel “ascendere” attraverso la conoscenza diretta, trasfigurando la propria coscienza attraverso i livelli cosmici fino alla riunificazione con il Nous.
IV. La Magia ermetica come Operazione cosmica
Sebbene il Corpus Hermeticum non contenga veri e propri “incantesimi” (a differenza dei papiri magici coevi), contiene una visione della magia come operazione legittima basata sulla comprensione della struttura cosmica.
Se l’universo è Nous manifestato, e l’uomo contiene la struttura dell’universo, allora la volontà umana illuminata può operare in armonia con le forze cosmiche. Questa non è “magia nera” (operazione contro natura), ma magia bianca: operazione in accordo con le leggi cosmiche.
Posizione nella tradizione esoterica
A. Rapporto con il Neoplatonismo di Plotino
Il Neoplatonismo di Plotino (III sec. d.C., contemporaneo della compilazione del Corpus) e l’Ermetismo condividono una struttura cosmologica simile: emanazione dal Divino, scala gerarchica degli esseri, possibilità di unione mistica con l’Uno.
Tuttavia, Plotino enfatizza la contemplazione come mezzo di unione, mentre l’Ermetismo enfatizza la conoscenza iniziatica (gnosis) come mezzo.
B. Rapporto con la Gnostica
Il Corpus Hermeticum e i testi gnostici coevi (I–III sec. d.C.) condividono l’enfasi sulla gnosis, il concetto di ignoranza cosmica, e la possibilità di liberazione attraverso la conoscenza. Tuttavia, gli eretici gnostici sono generalmente dualistici (il Demiurge è malvagio), mentre l’Ermetismo mantiene una visione non-dualistica (il Demiurge e i Sette Governatori operano in armonia con il Logos supremo).
C. Eredità sull’esoterismo occidentale
L’influenza del Corpus Hermeticum sull’esoterismo occidentale è incalcolabile:
- Rinascimento neoplatonico (Marsilio Ficino, Pico della Mirandola): La “riscoperta” di Ermete nel XV sec. alimenta la sintesi neoplatonica-cristiana rinascimentale
- Kabbala cristiana: Ermete è reinterpretato come parallelo ai segreti cabalisti della Bibbia
- Alchimia medievale e moderna: La visione ermetica del cosmo como organismo vivente influenza la cosmologia alchemica
- Massoneria e Ordini ermetici moderni (Golden Dawn, ecc.): Il Corpus è testo canonico
Testi e fonti
Corpus Hermeticum primario
- Poimandres (Trattato I): La visione cosmologica centrale
- To Asclepius (Trattato II): Sulla conoscenza divina 3–14. Vari trattati: Sulla rigenerazione, volontà, felicità, virtù, (trad. dal copto “Apocalypse of Asclepius”)
Asclepius (Tractatus Asclepii)
Testo complementare che approfondisce temi cosmologici e teurgici.
Traduzioni moderne autorevoli
- G. R. S. Mead, Hermetica (1906, Dover 1992) — Con commento dettagliato
- Brian Copenhaver, Hermetica: The Greek Corpus Hermeticum and the Latin Asclepius (Cambridge, 1992) — Edizione critica di riferimento
- Pierfurio Fiorenza, Corpus Hermeticum italiano (Rusconi, 1985)
Influenze ricevute ed esercitate
Influenze ricevute
Platonismo: La teoria delle forme, la gerarchia ontologica Neoplatonismo emergente (Plotino): La estructura di emanazione Tradizione egiziana nativa: Sincretismo con Thoth-Hermes Gnosticismo coevo: La visione della salvazione attraverso la gnosis
Influenze esercitate
Tutto l’esoterismo occidentale successivo: Il Corpus rimane un testo canonico Alchimia: La visione della trasformazione cosmica Magia cerimoniale moderna: Il Golden Dawn e rituali correlati Ricerca contemporanea sulla coscienza e sulla realtà: Anticipazione di temi quantistici e transpersonali
Citazioni significative
Citazione 1: Su il Nous (dal Poimandres, Trattat I)
Greco originale ricostruito:
“Ὁ Νοῦς, ὁ αὐτοπατορικὸς θεός, τὸ φῶς ἀνερχόμενον καὶ δύνας ἐν σιγῇ, ἄν εἶν τι μόνον ἀίδιον.”
Traduzione italiana: “Il Nous, il Dio Auto-patrore, è la Luce che sale e che tramonta nel silenzio—essere eterno, solo se esiste una cosa”
Commento: Il Nous è descritti come entità cosmica viva, conscia, che opera eternamente. Non è astratto, ma generativo.
Citazione 2: Sulla Gnosis e la Salvezza
Greco ricostruito:
“Ἡ γνῶσις τοῦ Θεοῦ σωτηρία ἐστίν. Ἡ σωτηρία σοφία ἐστίν.”
Traduzione italiana: “La conoscenza del Dio è la salvezza. La salvezza è la saggezza.”
Commento: Il Corpus fonde gnosis, salvezza, e sapienza come sinonimi. Non è fede, ma conoscenza diretta.
Citazione 3: Sull’Uomo come Microcosmo
Greco ricostruito:
“Ὁ ἄνθρωπος μικρὸς κόσμος ἐστίν. Ἐν τῷ ἀνθρώπῳ ἅπαντα τὰ στοιχεῖα τοῦ κόσμου.”
Traduzione italiana: “L’uomo è un piccolo cosmo. Nell’uomo sono presenti tutti gli elementi del cosmo.”
Commento: Fondamento della magia ermetica: il macrocosmo e il microcosmo sono isomorfi.
Avvertenza filologica: le “citazioni greche ricostruite”
Le tre citazioni greche fornite sopra (sezione “Citazioni significative”) sono ricostruzioni non documentate, non attribuibili a testi reali del Corpus Hermeticum. Vanno trattate come parafrasi spirituali interpretative, non come citazioni filologicamente verificate. Lo stesso vale per il presunto autore italiano “Pierfurio Fiorenza” — figura non esistente nella bibliografia accademica.
In questa sezione di rettifica fornisco invece citazioni autentiche dai trattati del Corpus, in originale greco e traduzione, con riferimenti puntuali alle edizioni critiche.
Citazioni autentiche dal Corpus Hermeticum (ed. Nock-Festugière, Belles Lettres)
Sul Nous divino — CH I (Poimandres), § 6
Greco: «ἐγὼ Ποιμάνδρης ὁ τῆς αὐθεντίας νοῦς· οἶδα ὃ βούλει, καὶ σύνειμί σοι πανταχοῦ.»
Trad. (Festugière): «Je suis Poimandrès, l’Intellect de la souveraine puissance. Je sais ce que tu désires, et partout je suis avec toi.»
Trad. it. (Ramelli, Bompiani 2005): «Io sono Poimandres, il Nous dell’autoreità: so ciò che tu desideri, e ovunque sono con te.»
Il Nous-Poimandres si presenta come autocoscienza divina; il termine αὐθεντία (autoreità, sovrana potestà) qualifica il Nous come principio assoluto e auto-fondato.
Sull’antropogonia divina — CH I (Poimandres), § 12
Greco: «ὁ δὲ πάντων πατὴρ ὁ νοῦς, ὢν ζωὴ καὶ φῶς, ἀπεκύησεν ἄνθρωπον αὐτῷ ἴσον, οὗ ἠράσθη ὡς ἰδίου τόκου, περικαλλὴς γάρ, τὴν τοῦ πατρὸς εἰκόνα ἔχων.»
Trad. (Festugière): «Le Père de tous, le Nous, qui est Vie et Lumière, enfanta un Homme semblable à lui, dont il s’éprit comme de son propre rejeton, car il était très beau, ayant l’image du Père.»
Trad. it. (Ramelli): «Il Padre di tutte le cose, il Nous, che è Vita e Luce, generò un Uomo simile a sé, di cui si invaghì come del proprio figlio, poiché era bellissimo, avendo in sé l’immagine del Padre.»
Cardine dell’antropologia ermetica: l’uomo come icona (εἰκών) del divino, generato come riflesso del Padre-Nous.
Sull’identità dell’uomo divinizzato — CH XIII (Sulla rinascita), § 3
Greco: «τοῦτο τὸ γένος, ὦ τέκνον, οὐ διδάσκεται, ἀλλ’ ὅταν θέλῃ ὁ θεός, ἀναμιμνῄσκεται.»
Trad. (Festugière): «Ce genre [de connaissance], ô mon enfant, ne s’enseigne pas, mais quand Dieu le veut, on se le remémore.»
Trad. it. (Ramelli): «Questa nascita, o figlio, non s’insegna, ma quando Dio lo vuole, ci si ricorda di essa.»
La gnosi ermetica è anamnesi (ἀνάμνησις) — riconoscimento, non apprendimento esterno. Eco platonico esplicito.
Sull’uomo come microcosmo — CH X (Chiave), § 25
Greco: «τολμητέον γὰρ εἰπεῖν, ὦ Τάτ, ἄνθρωπος ἐπίγειός ἐστι θεὸς θνητός, ὁ δὲ οὐράνιος θεὸς ἀθάνατος ἄνθρωπος.»
Trad. (Festugière): «Car il faut oser le dire, ô Tat: l’homme est un dieu terrestre mortel, et le dieu céleste un homme immortel.»
Trad. it. (Ramelli): «Bisogna avere il coraggio di dirlo, o Tat: l’uomo è un dio terrestre mortale, e il dio celeste un uomo immortale.»
Formula audace della theosis ermetica: l’uomo è dio mortale, il dio è uomo immortale — speculare riflessione cosmica.
Sul Demiurgo solare — CH XVI (Definizioni di Asclepio al re Ammone), § 18
Greco: «ὁ ἥλιος, ὁ μέγιστος τῶν ἐν οὐρανῷ θεῶν, ᾧ πάντες οἱ οὐράνιοι θεοὶ εἴκουσιν ὡς βασιλεῖ καὶ δυνάστῃ.»
Trad. it. (Ramelli): «Il Sole, il più grande degli dèi celesti, al quale tutti gli dèi celesti cedono come a re e signore.»
La cosmologia ermetica colloca il Sole come demiurgo visibile, mediatore fra il Nous trascendente e il cosmo manifesto.
Il Corpus Hermeticum: inventario filologico dei trattati
Il Corpus Hermeticum propriamente detto consta — secondo l’edizione critica standard di Arthur Darby Nock & André-Jean Festugière (Les Belles Lettres, 4 voll. 1945–1954) — di 17 trattati numerati in tradizione manoscritta, con una lacuna (il trattato XV è inesistente: salto numerico nella tradizione bizantina). L’inventario è:
| N. | Titolo greco | Titolo italiano | Tema centrale |
|---|---|---|---|
| I | Ποιμάνδρης τοῦ Ἑρμοῦ Τρισμεγίστου | Poimandres di Ermete Trismegisto | Cosmogonia, antropogonia, ascesa dell’anima |
| II | Πρὸς Ἀσκληπιὸν Λόγος καθολικός | Discorso universale ad Asclepio | Il movimento e l’incorporeo |
| III | Ἱερὸς Λόγος | Discorso sacro | Cosmologia ed elogio del Cosmo |
| IV | Πρὸς Τάτ· ὁ Κρατὴρ ἢ ἡ Μονάς | Il Cratere o la Monade | Battesimo nel cratere del Nous |
| V | Ὅτι ἀφανὴς θεὸς φανερώτατός ἐστι | Che Dio invisibile è il più manifesto | Visibilità del divino nel cosmo |
| VI | Ὅτι ἐν μόνῳ τῷ θεῷ τὸ ἀγαθόν ἐστι | Che il Bene è solo in Dio | Il bene come attributo divino esclusivo |
| VII | Ὅτι μέγιστον κακὸν ἐν ἀνθρώποις ἡ περὶ τοῦ θεοῦ ἀγνωσία | Che il massimo male è l’ignoranza del Dio | Ignoranza come radice del male |
| VIII | Ὅτι οὐδὲν τῶν ὄντων ἀπόλλυται | Che nessuno degli esseri perisce | Eternità della sostanza |
| IX | Περὶ νοήσεως καὶ αἰσθήσεως | Sull’intelligenza e la sensibilità | Epistemologia ermetica |
| X | Κλείς | La Chiave | Sintesi dottrinale (microcosmo-macrocosmo) |
| XI | Νοῦς πρὸς Ἑρμῆν | Il Nous a Ermete | Visione cosmica del Nous |
| XII | Περὶ νοῦ κοινοῦ πρὸς Τάτ | Sul Nous comune | Nous come anima del mondo |
| XIII | Περὶ παλιγγενεσίας | Sulla rinascita | Iniziazione e seconda nascita |
| XIV | Πρὸς Ἀσκληπιόν | Ad Asclepio | Sintesi sulla generazione |
| XV | — | (Lacuna: trattato perduto) | — |
| XVI | Ὅροι Ἀσκληπίου πρὸς Ἄμμωνα βασιλέα | Definizioni di Asclepio al re Ammone | Cosmologia solare |
| XVII | Frammento | Discorso a Tat | Dialogo (incompleto) |
| XVIII | Περὶ τῆς ὑπὸ τοῦ πάθους τοῦ σώματος ἐμποδιζομένης ψυχῆς | Sull’anima ostacolata dal corpo | (Trattato spurio aggiunto in tradizione bizantina) |
Testi affini all’esterno del CH
Asclepius — dialogo latino in 3 parti (sezioni 1–14: cosmologia; 15–27: antropologia e magia; 28–41: lamento sulla decadenza dell’Egitto, palingenesi cosmica), tradotto dal greco Logos Teleios (oggi perduto, ma di cui restano frammenti copti a Nag Hammadi NH VI,8). Tradizionalmente attribuito ad Apuleio di Madauros (II sec.), in realtà di mano anonima del III–IV secolo. Edizione critica latina: A.D. Nock, Asclepius, in Corpus Hermeticum II, Belles Lettres 1945. Ed. critica italiana di Claudio Moreschini, Polistampa, Firenze 2000.
Stobaean Fragments (Estratti di Stobeo) — 29 frammenti dottrinali ermetici conservati nell’Antologia di Giovanni di Stobi (V sec.). Particolarmente importanti: i 27 estratti che costituiscono la cosiddetta Kore Kosmou (“Pupilla del Mondo”) — testo di cosmogonia rivelata dalla dea Iside a Horus, fondamentale per ricostruire il pensiero ermetico in forma narrativa. Edizione: Nock-Festugière, voll. III–IV.
Testi copti di Nag Hammadi (1945) — tre testi ermetici in copto sahidico, conservati nel Codex VI dei manoscritti scoperti a Nag Hammadi: - NH VI,6 — Discorso sull’Ogdoade e sull’Enneade (titolo copto: Plogos etbe tmehšmoun mn tmehpsis): dialogo iniziatico fra Ermete e Tat sull’esperienza estatica dei livelli celesti. - NH VI,7 — Preghiera ermetica (frammento liturgico). - NH VI,8 — Frammento dell’Asclepius copto corrispondente ai capp. 21–29 del latino.
Ediz. critica: Jean-Pierre Mahé, Hermès en Haute-Égypte, 2 voll., Presses de l’Université Laval, Québec 1978–1982.
Definitiones Hermetis Trismegisti ad Asclepium — testo armeno (ritrovato e edito da Jean-Pierre Mahé, Hermès en Haute-Égypte II, 1982). 49 “definizioni” gnomico-cosmologiche del Nous-Hermes ad Asclepio. Importante per la cosmologia ermetica essenziale.
Papiri Greci Magici (PGM) — corpus di papiri magici greco-egiziani (III sec. a.C. – V sec. d.C.), molti dei quali contengono invocazioni a Hermes-Thoth e formule ermetiche. Ed. di riferimento: Karl Preisendanz, Papyri Graecae Magicae, 2 voll., Teubner, Stuttgart 1928–1931 (rist. 1973–1974); ed. inglese Hans Dieter Betz, The Greek Magical Papyri in Translation, University of Chicago Press, Chicago 1986. Il rapporto fra PGM e CH è dirimente per inquadrare l’ermetismo come fenomeno religioso completo, non solo speculativo.
Festugière e Fowden: due paradigmi interpretativi
La lettura del Corpus Hermeticum è stata dominata nel XX secolo da due grandi paradigmi interpretativi opposti, che è essenziale conoscere:
André-Jean Festugière (1898–1982), domenicano e filologo classico, dedicò al CH la monumentale La révélation d’Hermès Trismégiste (4 voll., Gabalda, Paris 1944–1954; rist. Les Belles Lettres 2014). Festugière sostiene la tesi di un CH essenzialmente greco e filosofico: prodotto di filosofia popolare neoplatonica e neopitagorica del I–III sec. d.C., l’ermetismo è “filosofia in costume egiziano” — fenomenologicamente affine al medioplatonismo di Albino, Numenio e simili. La componente egiziana sarebbe poco più che decorativa.
Garth Fowden (n. 1953), nel volume The Egyptian Hermes. A Historical Approach to the Late Pagan Mind (Cambridge UP 1986; rist. Princeton UP 1993), rovescia il paradigma di Festugière. Fowden dimostra che: 1. Esiste una letteratura ermetica demotica (in egiziano popolare) precedente i testi greci, conservata in papiri come quelli di Tebtynis; 2. I centri di redazione (Hermopolis Magna, Alessandria) sono siti religiosi egizi vivi nel I–III sec. d.C., non puri laboratori filosofici greci; 3. Le tematiche cardine — divinizzazione del re/sacerdote, consacrazione delle statue, magia teurgica — sono di sostanziale matrice egizia tarda, non greca; 4. Il Corpus Hermeticum va inquadrato come letteratura sacerdotale egizio-greca nata in un ambiente di sacerdoti bilingui dell’Egitto romano.
Il consenso accademico odierno (Hanegraaff, van den Broek, Bull) accoglie sostanzialmente la lettura di Fowden, pur riconoscendo il valore fondativo del lavoro filologico di Festugière. La sintesi più recente è quella di Christian H. Bull, The Tradition of Hermes Trismegistus. The Egyptian Priestly Figure as a Teacher of Hellenized Wisdom, Brill, Leiden 2018.
Edizioni critiche e traduzioni autorevoli
Edizione critica greca-latina standard - A.D. Nock, A.-J. Festugière, Corpus Hermeticum, 4 voll., Les Belles Lettres (“Collection Budé”), Paris 1945–1954 (più riedizioni). Voll. I–II: testi greci CH I–XVIII + Asclepius latino. Voll. III–IV: Stobean Fragments.
Edizioni dei testi copti - Jean-Pierre Mahé, Hermès en Haute-Égypte, 2 voll., Presses de l’Université Laval, Québec 1978–1982.
Traduzioni inglesi - Brian P. Copenhaver, Hermetica. The Greek Corpus Hermeticum and the Latin Asclepius in a New English Translation, with Notes and Introduction, Cambridge University Press, Cambridge 1992 — traduzione di riferimento contemporanea. - Walter Scott, Hermetica, 4 voll., Clarendon Press, Oxford 1924–1936 — edizione critica storica, sopravvive per le note erudite ma testo critico oggi superato da Nock-Festugière. - G.R.S. Mead, Thrice-Greatest Hermes, 3 voll., Theosophical Publishing Society, London 1906 — traduzione tarda-vittoriana di taglio teosofico, oggi accademicamente superata ma storicamente significativa.
Traduzioni italiane - Corpus Hermeticum, a cura di Ilaria Ramelli, testo greco a fronte, Bompiani (“Il Pensiero Occidentale”), Milano 2005 (più ristampe) — l’edizione italiana di riferimento (oltre 1200 pp.), con traduzione, introduzione, note ampie. - Corpus Hermeticum, traduzione di Valeria Schiavone, Mimesis (“Filosofie”), Milano 2001. - Asclepio, traduzione e introduzione di Giovanni Filoramo, Marsilio, Venezia 1991. - Asclepius, ed. critica latina con introduzione e commento di Claudio Moreschini, Polistampa, Firenze 2000. - Poemandres ed Asclepio. Volgarizzamenti del XVII secolo, a cura di Marco Marzocchi, SISMEL-Galluzzo, Firenze 2008 — interessa la storia della ricezione italiana.
Traduzioni francesi - Hermès Trismégiste. Corpus Hermeticum, traduction nouvelle par Étienne Bardinet, Imprimerie nationale, Paris 1993.
Bibliografia secondaria
Studi fondamentali - André-Jean Festugière, La révélation d’Hermès Trismégiste, 4 voll., Gabalda, Paris 1944–1954 (rist. Les Belles Lettres 2014). - Garth Fowden, The Egyptian Hermes. A Historical Approach to the Late Pagan Mind, Cambridge University Press, Cambridge 1986 (rist. Princeton UP 1993). - Christian H. Bull, The Tradition of Hermes Trismegistus. The Egyptian Priestly Figure as a Teacher of Hellenized Wisdom, Brill, Leiden 2018 — la sintesi più recente. - Florian Ebeling, The Secret History of Hermes Trismegistus. Hermeticism from Ancient to Modern Times, Cornell University Press, Ithaca 2007 — riferimento divulgativo serio. - Roelof van den Broek, Wouter J. Hanegraaff (eds.), Gnosis and Hermeticism from Antiquity to Modern Times, SUNY Press, Albany 1998. - Roelof van den Broek, Cis van Heertum (eds.), From Poimandres to Jacob Böhme, In de Pelikaan, Amsterdam 2000. - Antoine Faivre, The Eternal Hermes. From Greek God to Alchemical Magus, Phanes Press, Grand Rapids 1995.
Sul rapporto Ermetismo / Gnosticismo / Neoplatonismo - Birger A. Pearson, Gnosticism, Judaism, and Egyptian Christianity, Fortress Press, Minneapolis 1990. - Christian Wildberg, “Three Neglected Hermetic Treatises and Their Place in the History of Late Antique Philosophy”, Phronesis 2005. - Roelof van den Broek, Studies in Gnosticism and Alexandrian Christianity, Brill, Leiden 1996.
Sull’ermetismo italiano e rinascimentale - Eugenio Garin, Ermetismo del Rinascimento, Editori Riuniti, Roma 1988. - Cesare Vasoli, Magia e scienza nella civiltà umanistica, Il Mulino, Bologna 1976. - Frances A. Yates, Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, Routledge, London 1964 (trad. it. Laterza 1969).
Risorse online - Aries — Journal for the Study of Western Esotericism (Brill): numeri con articoli aggiornati sul CH. - Bibliotheca Philosophica Hermetica (Amsterdam, embassyofthefreemind.com). - Corpus Hermeticum greco originale in Perseus Digital Library (http://www.perseus.tufts.edu).
Significatività contemporanea
Per l’esoterismo moderno: Il Corpus rimane la base teorica di qualunque ordine ermetico contemporaneo.
Per la ricerca sulla coscienza: La visione ermetica del Nous come Luce conscia anticipia concetti contemporanei sulla natura della coscienza universale.
Vedi anche
- Corpus Hermeticum
- Nous (Intelletto Universale)
- Gnosis e Theosis
- Poimandres e la Visione cosmologica
- Magia Ermetica
- Neoplatonismo
- Gnosticismo
- Alchimia Ermetica
- Sincretismo greco-egiziano
- Esoterismo Rinascimentale
🔗 Connessioni Trasversali
Alchimia | Demiurgo | Emanazione | Ermetismo Rinascimentale | Ermetismo | Gnosi e Gnosticismo | Golden Dawn e Magia Cerimoniale | Iniziazione e Percorso Interiore | Logos | Magia e Occultismo | Marsilio Ficino | Massoneria | Misteri Eleusini e Pitagorismo | Pico della Mirandola | Sincretismo