Libro
Aleister Crowley - Il Libro di Thoth
Aleister Crowley — Il Libro di Thoth
The Book of Thoth: A Short Essay on the Tarot of the Egyptians (1944)
📖 Sintesi Generale
Il Book of Thoth rappresenta l’opera più matura e dottrinariamente densa di Aleister Crowley (1875–1947), pubblicata nel 1944 in edizione limitatissima di 200 esemplari numerati a £ 1 3s 6d ciascuno — un prezzo deliberatamente esclusivo che Crowley giustificò con la densità del contenuto esoterico. Il testo nacque in parallelo alla creazione del Tarocco Thoth, il mazzo disegnato da Lady Frieda Harris (1877–1962) tra il 1938 e il 1943 sotto le istruzioni di Crowley, e costituisce il commento dottrinale a quel deck iconograficamente rivoluzionario.
Il titolo stesso è programmatico: Thoth — Hermes Trismegisto nella sua forma egizia — è il dio della scrittura, della magia, dell’astronomia, della misura. È il custode del Libro dei Morti, il mediatore tra Ra e Osiride, il patrono di ogni arte sacra che operi attraverso il simbolo. Chiamare il proprio sistema di Tarot “Libro di Thoth” equivale a rivendicarne la discendenza diretta dalla fonte primordiale della saggezza esoterica — una rivendicazione che Crowley sostiene analiticamente nel testo.
Il Book of Thoth si struttura in tre parti fondamentali. La prima (The Theory of the Tarot) espone le basi filosofiche e metafisiche: la corrispondenza tra i 22 Arcani Maggiori e le 22 lettere dell’alfabeto ebraico secondo la Qabalah, la relazione con i 10 Sephiroth e i 32 sentieri dell’Albero della Vita, il sistema astrologico che mappa ogni carta su pianeti, segni zodiacali ed elementi. La seconda parte analizza in dettaglio i 22 Atu (nome crowleiano per gli Arcani Maggiori), fornendo per ciascuno una documentazione storico-iconografica, una esposizione delle corrispondenze qabalistiche, e una interpretazione simbolica di straordinaria profondità ermeneutica. La terza parte si occupa dei Quattro Semi (Bastoni/Coppe/Spade/Dischi), dei Court Cards e dei Small Cards, applicando il sistema astrologico delle decani e l’astrologia tradizionale.
L’impresa di Crowley nel Book of Thoth è fondamentalmente unificante: egli tenta di dimostrare che il Tarot non è un sistema divinatorio medievale di origine oscura, ma la sintesi visiva dell’intera scienza esoterica occidentale — la Qabalah, l’astrologia, l’alchimia, la numerologia e il sistema Thelema da lui fondato. Ogni carta è un nodo in una rete di corrispondenze che connette tutti i livelli del cosmo, dall’Infinito (Ain Soph Aur) all’individuo che consulta le carte.
Il mazzo Thoth si distingue iconograficamente da tutte le tradizioni precedenti per l’uso della geometria proiettiva da parte di Harris — un sistema matematico che crea l’illusione della profondità e del movimento tridimensionale nelle composizioni planari, ispirato alle teorie di Rudolf Steiner sull’arte proiettiva. Crowley, inizialmente scettico, riconobbe che questa tecnica catturava qualcosa di essenziale sulla natura magica delle carte: esse non sono oggetti fissi ma portali che aprono dimensioni. Il risultato iconografico è un mazzo che rompe con la tradizione Rider-Waite-Smith (1909) di Pamela Colman Smith su istruzioni di A.E. Waite — un mazzo che Crowley considerava gravemente corrotto nell’assegnazione delle corrispondenze.
Un elemento caratteristico del sistema crowleiano è la cosiddetta “grande correzione” rispetto alla tradizione Golden Dawn: Crowley traspose le posizioni di La Forza (Atu XI) e La Giustizia (Atu VIII), posizionando La Forza come VIII e La Giustizia come XI — argomentando che questa è la corretta corrispondenza con i segni zodiacali (Leone per La Forza = Atu VIII, Bilancia per La Giustizia = Atu XI). Simile correzione operò sulla relazione tra La Stella e L’Imperatore, invertendo il tradizionale ordine della Golden Dawn per i sentieri sull’Albero della Vita.
La ricezione del Book of Thoth è stata biforcata: da un lato, è considerato il testo di riferimento assoluto per chiunque pratichi con il mazzo Thoth; dall’altro, è criticato per la densità quasi inaccessibile (richiede conoscenza fluente della Qabalah, dell’astrologia e del sistema Thelema) e per l’oscurità deliberata con cui Crowley nasconde le informazioni operative più preziose. Questa oscurità non è accidentale: Crowley credeva nella necessità di una iniziazione progressiva e riteneva che le verità più profonde dovessero essere conquistate, non elargite.
La Frieda Harris rimase in una complessa relazione intellettuale ed emotiva con Crowley durante tutta la creazione del mazzo — una relazione che includeva profondi disaccordi artistici, tensioni finanziarie (Harris finanziò il progetto per anni senza mai ricevere il compenso promesso), e una stima reciproca che traspare nelle lettere conservate alla Warburg Institute di Londra. Harris era una studiosa di Geometria Proiettiva e antroposofia, e contribuì al sistema simbolico del mazzo con una profondità dottrinale propria che spesso sorprendeva Crowley.
🔑 Concetti Fondamentali
1. La Struttura del Tarot come Mappa dell’Universo Qabalistico
Il punto di partenza epistemologico del Book of Thoth è la corrispondenza strutturale tra il mazzo di Tarot (78 carte) e l’Albero della Vita qabalistico (10 Sephiroth + 22 sentieri = 32 vie dell’intelligenza, più le 4 proiezioni dei Quattro Mondi = 40 posizioni per le carte numerali, più i 16 Court Cards). Questa corrispondenza non è analogica ma — secondo Crowley — ontologica: il Tarot è la Qabalah proiettata nel supporto iconografico.
I 22 Arcani Maggiori (che Crowley chiama “Atu” = casa dell’ora, dal coptico) corrispondono alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico, ciascuna delle quali governa uno dei 32 sentieri dell’Albero della Vita. La relazione specifica è: - Lettere madri (Aleph, Mem, Shin) → Elementi (Aria, Acqua, Fuoco) → Atu Il Matto, L’Appeso, Il Giudizio - Lettere doppie (Beth, Gimel, Daleth, Kaph, Peh, Resh, Tau) → 7 Pianeti classici - Lettere semplici (12 rimanenti) → 12 segni zodiacali
Ogni Atu occupa quindi un sentiero sull’Albero della Vita, connettendo due Sephiroth specifici, e la sua interpretazione deve essere letta in relazione a quella connessione verticale nell’albero. Ad esempio, L’Imperatore (Atu IV) è Heh nel sistema crowleiano, governa Ariete, e si trova sul sentiero tra Chokmah (la Sapienza Divina, il principio yang primordiale) e Tiphareth (il Sole, il Cristo cosmico, la coscienza solare) — il che definisce il suo significato come principio di energia solare discendente verso la manifestazione visibile.
2. Gli Atu: Analisi Dettagliata dei 22 Arcani Maggiori
Crowley dedica al commentario dei 22 Atu la sezione centrale e più densa del libro. Ogni Atu riceve: 1. Il numero romano tradizionale + il numero nell’anno di Aeon di Horus (che in alcuni casi differisce) 2. Il nome tradizionale + il nome thelematico (che in due casi cruciali differisce) 3. La lettera ebraica corrispondente + la sua translitterazione + il suo significato letterale 4. Il sentiero sull’Albero della Vita 5. Il titolo occulto completo (ad esempio, per L’Imperatore: “Figlio degli Eterni, Sol nascente”) 6. La descrizione iconografica della carta di Harris 7. L’interpretazione simbolica multilevel
I cambiamenti più significativi rispetto alla tradizione:
Atu I — Il Mago: non più l’operatore umano con gli strumenti davanti a sé (come in Waite) ma Mercurio come principio cosmico di comunicazione tra i piani. Il Mago thelematico è il Logos stesso — il verbum creativo che opera la trasmutazione non attraverso la volontà personale ma attraverso l’identificazione con la Volontà Cosmica (True Will). La carta di Harris mostra Mercurio/Thoth in posizione dinamica con i quattro strumenti rituali + il caduceo + la penna di ibis + il papiro — tutti in movimento rotatorio che suggerisce la vibrazione mercuriale.
Atu XI — Lussuria (tradizionalmente: La Forza): il cambiamento del nome è programmatico. Crowley sostituisce “La Forza” con “Lussuria” per enfatizzare che la virtù qua virtù (La Forza classica) è mortalità psicologica — la vera relazione con la Bestia (Leo, l’energia solare untamed) deve essere di gioia dionisiaca e abbandono, non di controllo repressivo. La donna che cavalca la Bestia non la doma — si fonde con essa. La carta di Harris mostra la Donna Scarlatta di Apocalisse 17 che cavalca la Grande Bestia dalle sette teste (una per ciascun Aeon precedente alla corrente epopea thelematica), con il Graal in mano contenente il sangue dei santi e dei martiri — il nettare del Graal come sangue della vita, del sacrificio consapevole, della gioiosa immolazione dell’ego.
Atu XV — Il Diavolo: riassegnato a Capricorno (come in tradizione) ma interpretato attraverso la lente del dio Pan. Il Diavolo non è il principio del male ma il principio della materia come sacralità — Pan come tutto, come la natura sessuale e generativa del cosmo. L’iconografia di Harris mostra Pan Pangenetor con fallo eretto davanti al cerchio del cosmo, in un gesto che non è oscenità ma affermazione della divinità immanente nella procreazione. Crowley collega questo al suo sistema di magia sessuale dell’O.T.O. (Ordo Templi Orientis).
Atu XIII — La Morte (nell’Aeon di Osiride) diventa Atu XIII — La Morte/Trasformazione: Crowley insiste che questa carta non è mortuaria ma trasformazionale — è la falce dello scheletro che taglia, sì, ma ciò che taglia sono le illusioni dell’ego, non la vita vera. Nella visione thelematica dell’Aeon di Horus, la morte non è più il Re dei Regni (come nell’Aeon di Osiride, dove il ciclo morte-rinascita era il paradigma central) ma l’agente di trasmutazione continua.
Atu 0 — Il Matto: occupa una posizione al di fuori del numero ordinale — è il Nulla prima e dopo tutto, il Puro Essere che pervade ogni Atu come il vuoto pervade ogni forma. La lettera ebraica Aleph significa “bue” ma anche “numero uno” — e paradossalmente, l’Aleph come prima lettera è associata all’aria e alla vacuità. La carta di Harris mostra Il Matto come figura thelematica in posizione quasi danzante, con il cane (l’intelletto razionale che morde i talloni) e la tigre bianca (l’inconscio erotico) — figure che simboleggiano le parti dell’essere che Il Matto trascende, non perché le ignori ma perché le integra nella gioia del puro Essere.
3. Il Sistema delle Corrispondenze Astrologiche
L’astrologia nel Book of Thoth non è decorativa ma strutturalmente costitutiva. Ogni carta — dai 22 Atu ai 40 carte numerali ai 16 Court Cards — è governata da una configurazione astrologica precisa che determina il suo significato fondamentale.
Per i 22 Atu, il sistema è triplice: 1. Pianeti: Sole = Atu XIX (Il Sole), Luna = Atu XVIII (La Luna), Mercurio = Atu I (Il Mago), Venere = Atu III (L’Imperatrice), Marte = Atu XVI (La Torre), Giove = Atu X (La Ruota della Fortuna), Saturno = Atu XXI (Il Mondo/L’Universo) 2. Segni zodiacali: Ariete = Atu IV (L’Imperatore), Toro = Atu V (Il Papa), Gemelli = Atu VI (Gli Amanti), Cancro = Atu VII (Il Carro), Leone = Atu XI (Lussuria), Vergine = Atu IX (L’Eremita), Bilancia = Atu VIII (La Giustizia), Scorpione = Atu XIII (La Morte), Sagittario = Atu XIV (Temperanza), Capricorno = Atu XV (Il Diavolo), Acquario = Atu XVII (La Stella), Pesci = Atu XVIII (La Luna) 3. Elementi: Fuoco = Atu XX (Il Giudizio), Acqua = Atu XII (L’Appeso), Aria = Atu 0 (Il Matto)
Per le 40 carte numerali (Asso-Dieci per ciascuno dei quattro semi), il sistema dei decani dell’astrologia ellenistica è applicato sistematicamente: ogni decan di 10° del cerchio zodiacale è assegnato a una carta specifica. Il Sei di Pentacoli, ad esempio, è assegnato al primo decan del Toro (Giove in Toro) — “Successo Materiale” — e la carta di Harris mostra rose che sbocciano in un pattern geometrico di armonia e abbondanza. Il Cinque di Spade è il primo decan dell’Acquario (Venere in Acquario) — “Sconfitta” — e la carta mostra la disintegrazione geometrica delle spade.
I Court Cards (Cavaliere, Regina, Principe, Principessa) corrispondono ai quattro elementi applicati a ciascuno dei quattro semi: il Cavaliere di Bastoni è Fuoco di Fuoco, la Regina di Coppe è Acqua di Acqua, il Principe di Spade è Aria di Aria, la Principessa di Dischi è Terra di Terra. Ma anche: il Cavaliere di Coppe è Fuoco di Acqua, il che crea combinazioni elementali che determinano il carattere psicologico della figura. Crowley è estremamente dettagliato nell’analisi psicologica di ogni Court Card — sono tipi caratteriologici completi che egli deriva dall’interazione tra i quattro umori galenici e la dottrina qabalistica delle quattro lettere del Tetragrammaton (YHVH: Yod = Fuoco/Cavalieri, Heh = Acqua/Regine, Vav = Aria/Principi, Heh finale = Terra/Principesse).
4. Geometria Proiettiva e Magia Visiva
L’elemento iconografico più originale del Tarot Thoth è la geometria proiettiva di Frieda Harris, ispirata alle teorie di Rudolf Steiner sull’arte come scienza dello spirito. La geometria proiettiva non opera secondo le leggi della prospettiva euclidea (dove le linee parallele convergono verso un unico punto di fuga all’orizzonte) ma secondo le leggi della geometria proiettiva (dove le relazioni tra punti, linee e piani sono preservate attraverso le trasformazioni, e dove i concetti di “infinito” hanno struttura matematica precisa).
Harris usò specificamente la trasformazione proiettiva per creare nelle carte un senso di profondità che si espande dall’infinito verso lo spettatore, anziché ritirarsi verso un punto di fuga lontano. Questo ha un preciso significato magico: le carte non ritraggono scenari distanti (come nella tradizione Rider-Waite) ma emanano energie verso chi le osserva. Sono portali aperti, non finestre chiuse.
Crowley interpretò questa scelta tecnica in termini Thelemici: le carte del Tarot Thoth sono vettori di forza, non rappresentazioni. Ogni carta è una condensazione dell’energia pura del principio che rappresenta, proiettata nello spazio fisico attraverso la mediazione dell’arte di Harris. Questa è la ragione per cui Crowley insiste nel Book of Thoth che le carte non devono essere “lette” intellettualmente ma contemplate — che la loro forza operi attraverso l’occhio senza la mediazione del pensiero discorsivo.
5. Thelema e il Nuovo Aeon come Framework Interpretativo
Il Book of Thoth non può essere separato dalla dottrina Thelema — il sistema religioso-filosofico-magico che Crowley sviluppò dopo la “ricezione” del Libro della Legge (Liber AL vel Legis) al Cairo nel 1904. Il Tarot Thoth non è semplicemente un “mazzo migliorato” della tradizione Golden Dawn: è la ridisegnitura dell’intero sistema in funzione della visione del Nuovo Aeon.
La dottrina degli Aeon è centrale: Crowley divide la storia spirituale dell’umanità in tre ere cosmiche (Aeon): 1. Aeon di Iside (preistoria): matriarcato, culti della Grande Madre, la Coppa come simbolo dominante 2. Aeon di Osiride (età classica e cristiana): patriarcato, religioni del Padre morente e risorgente, la Croce come simbolo dominante, l’identificazione della coscienza con l’ego-individuale 3. Aeon di Horus (iniziato nel 1904): l’Era del Figlio Coronato e Conquistante, dove la dualità Padre/Figlio viene superata nell’unità del Figlio Divino, l’ego-individuale si dissolve nella Volontà Cosmica
Questa sequenza rilegge l’intero Tarot: le carte tradizionalmente associate alla sofferenza, alla morte, alla punizione (come Atu XIII e Atu XV) vengono reinterpretate come sopravvivenze dell’iconologia osiriana che devono essere superate nell’Aeon di Horus. Il Book of Thoth è quindi non solo un commentario ma un atto di reinterpretazione storico-esoterica: Crowley propone una hermeneutica nuova per un sistema antico.
🏛️ Rilevanza Massonica e Iniziatica
Il Tarot nella Tradizione della Golden Dawn
La Golden Dawn (fondata 1888) sviluppò il sistema di corrispondenze Tarot-Qabalah-Astrologia che Crowley eredita, critica e sistematizza nel Book of Thoth. Il documento fondamentale è il Book T dell’Ordine (c. 1888–1896), che stabilì le correlazioni di base tra le carte e l’Albero della Vita. Crowley fu iniziato nella Golden Dawn nel 1898 come Neophyte (0°=0□) e raggiunse rapidamente i gradi superiori, finché la sua espulsione nel 1900 (per insistenza di W.B. Yeats, tra altri) non lo portò a fondare il proprio Ordine.
Il Book of Thoth rappresenta la versione “corretta” del sistema Golden Dawn secondo Crowley: le correzioni riguardano principalmente le assegnazioni delle lettere ebraiche (Crowley segue il sistema di Mathers per alcune carte ma diverge significativamente per altre), le corrispondenze astrologiche (la trasposizione Forza/Giustizia) e l’interpretazione simbolica complessiva (filtrata attraverso Thelema).
Il Tarot come Sistema di Iniziazione Progressiva
Crowley concepisce il Tarot non come strumento divinatorio (uso che considera degenerato) ma come mappa del percorso iniziatico dell’A∴A∴ (Astrum Argentum, il suo Ordine). La sequenza degli Atu riproduce il viaggio dell’anima dall’ignoranza (Il Matto in Atu 0) attraverso tutte le esperienze cosmiche fino alla realizzazione finale (L’Universo in Atu XXI). I 10 gradi dell’A∴A∴ corrispondono ai 10 Sephiroth, e il lavoro magico in ciascun grado è strutturato in relazione agli Atu che governano i sentieri tra i Sephiroth.
La contemplazione sistematica degli Atu nel loro ordine corretto (che Crowley stenta a rivelare esplicitamente) costituisce una forma di meditazione iniziatica — ogni carta è un “guru” che trasmette un’esperienza specifica dell’energia cosmica. Per chi ha ricevuto l’iniziazione corretta, la contemplazione di Atu VI (Gli Amanti = La Confraternita degli Elementi Unificati) può produrre l’esperienza mistica della unio mystica tra Ruach (mente) e Neschamah (anima divina).
📜 Tradizione Testuale
Il Book of Thoth fu pubblicato in prima edizione nel 1944 da O.T.O. (Ordo Templi Orientis) in 200 copie numerate. L’edizione era illustrata con riproduzioni in bianco e nero delle 78 carte di Frieda Harris, la cui produzione cromatica originale rimase a lungo inedita.
Nel 1969, Samuel Weiser Inc. (New York) pubblicò la prima edizione commerciale, che rese il testo accessibile al grande pubblico per la prima volta. Contemporaneamente, la U.S. Games Systems publicò il mazzo Thoth in formato standard. Queste due pubblicazioni simultanee determinarono l’esplosione dell’interesse per il Tarot Thoth negli anni ‘70 e ‘80.
Le edizioni critiche contemporanee includono la ristampa Weiser Antiquarian (2011) e l’edizione Ordo Templis Orientis (2020), entrambe con apparato critico. Per le lettere tra Crowley e Harris, il corpus documentario più importante è conservato alla Warburg Institute (Londra) e all’Harry Ransom Center (University of Texas at Austin).
Il mazzo Thoth fu stampato in versione “definitiva” autorizzata dalla AG Müller (Svizzera) dal 1983, e rimane in produzione continua. La versione “Large Format” (10×16 cm) è considerata la più fedele all’originale iconografico di Harris.
✒️ Citazioni Significative
“The origin of the Tarot is quite irrelevant, even if it were certain. It must stand or fall as a system on its own merits.” “L’origine del Tarot è del tutto irrilevante, anche se fosse certa. Esso deve stare o cadere come sistema in base ai suoi meriti propri.” — Crowley, Book of Thoth, Introduzione
“The Tarot is a pictorial account of the energies of the universe as understood by the Qabalists.” “Il Tarot è un resoconto pittorico delle energie dell’universo come intese dai Qabalistici.” — Crowley, ibid.
“Lust. This card corresponds to Leo, the Lion, the sign of Strength in its most primitive form… The woman, drunk with the intoxication of the rapture of the Virgin bliss of the Aeon of Osiride, is taming the Beast of the Aeon of Horus. She is the Scarlet Woman, who rides upon the back of the Beast.” “Lussuria. Questa carta corrisponde al Leone, il segno della Forza nella sua forma più primitiva… La donna, ubriaca dell’ebrezza del rapimento della beatitudine virginale dell’Eone di Osiride, sta addomesticando la Bestia dell’Eone di Horus. Ella è la Donna Scarlatta, che cavalca il dorso della Bestia.” — Crowley, ibid., su Atu XI
“The Fool is the negative of the Magician in one sense, as the Magician is the expression of Zero as the Unity which contains all.” “Il Matto è il negativo del Mago in un certo senso, come il Mago è l’espressione dello Zero come l’Unità che contiene tutto.” — Crowley, ibid.
📝 Note Personali — Edizioni Consigliate e Percorso di Lettura
Edizioni critiche: - Crowley, Aleister. The Book of Thoth. York Beach: Samuel Weiser, 1974 (1a ed. commerciale: prima del 1969; questa è l’edizione Weiser definitiva) - The Thoth Tarot (mazzo + libretto). Stamping: AG Müller / U.S. Games Systems, versione “Large Blue” come riferimento standard
Studi fondamentali: - DuQuette, Lon Milo. Understanding Aleister Crowley’s Thoth Tarot. York Beach: Weiser, 2003 — il commentario più accessibile e rispettoso - Greer, Mary K. Understanding the Tarot Court. Woodbury: Llewellyn, 2004 — per i Court Cards - Harris, Frieda. Lettere a Crowley 1938–1944. Warburg Institute, Londra (consultabili su appuntamento) - Hutton, Ronald. The Triumph of the Moon: A History of Modern Pagan Witchcraft. Oxford: OUP, 1999 — per il contesto storico della Golden Dawn
Percorso di lettura: 1. Leggere prima Aleister Crowley - Magick in Theory and Practice per il sistema magico di base 2. Leggere Aleister Crowley - Liber AL vel Legis per la dottrina Thelema 3. Studiare la Qabalah con Gershom Scholem - Le Grandi Correnti della Mistica Ebraica 4. Poi affrontare il Book of Thoth carta per carta, con il mazzo fisico in mano 5. DuQuette come commentario parallelo
🔗 Vedi Anche
- Aleister Crowley - Liber AL vel Legis — il testo fonte della dottrina Thelema su cui il Tarot Thoth è costruito
- Aleister Crowley - Magick in Theory and Practice — il sistema magico operativo di cui il Tarot è la mappa simbolica
- Albert Pike - Morals and Dogma — parallelo uso del simbolismo massonico come veicolo di trasmissione esoterica strutturata
- Gershom Scholem - Le Grandi Correnti della Mistica Ebraica — la Qabalah storica a cui il sistema di Crowley si sovrappone
- Sefer Yetzirah — il testo qabalistico delle 22 lettere e i Sephiroth su cui si basa la struttura degli Atu
- Zohar - Il Libro dello Splendore — il corpus qabalistico medievale che alimenta l’interpretazione crowleiana
- William Blake - Il Matrimonio del Cielo e dell'Inferno — proto-thelema inglese, la stessa riabilitazione dell’energia dionisiaca contro la morale repressiva
- Nietzsche Friedrich - Così Parlò Zarathustra — la Volontà di Potenza come predecessore della True Will thelematica
- Jung Carl - Tipi Psicologici — gli archetipi psicologici che Crowley usa nell’interpretazione dei Court Cards
- Marsilio Ficino - De Vita Triplici — le corrispondenze astrologiche come tecnologia spirituale, radice dell’ermetismo rinascimentale
- I Ching — parallelo sistema divinatorio/sapienziale basato su un corpus simbolico matematicamente strutturato
- Aion - C.G. Jung — l’interpretazione junghiana dell’Aeon, parallela alla visione crowleiana del Nuovo Aeon
Cross-references: Alchimia | Aleister Crowley | Antroposofia | Astrologia e Tarocchi | Cabala Ebraica | Cabala e Numerologia | Carl Gustav Jung | Corrispondenze | Ermetismo Rinascimentale | Ermetismo | Golden Dawn e Magia Cerimoniale | Il Quaternario | Iniziazione e Percorso Interiore | Logos | Magia e Occultismo | Marsilio Ficino | Morte e Rinascita | Numero Sacro | Psicologia del Profondo | Rudolf Steiner | Teosofia e Antroposofia | Trasmutazione