Autore
Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung (1875–1961)
Lo psicologo che ha riconosciuto l’inconscio come dimora del sacro
Fratello Apprendista, ti presento un nome che forse hai sentito ma di cui probabilmente non conosci la portata: Carl Gustav Jung. Non è un esoterista in senso stretto — è uno psichiatra svizzero del Novecento. Ma è l’uomo che, dall’interno della scienza, ha riscoperto e legittimato categorie che la tradizione esoterica ha sempre conosciuto: l’inconscio come non solo personale ma collettivo, gli archetipi come strutture universali della psiche, l’alchimia come lavoro interiore sull’anima. Per il fratello che cammina la via massonica, Jung è prezioso: ci offre il vocabolario moderno per parlare di ciò che facciamo nel Tempio.
Chi era
Carl Gustav Jung nasce a Kesswil (Cantone Turgovia, Svizzera) il 26 luglio 1875, figlio di un pastore protestante della Chiesa riformata. Studia medicina all’Università di Basilea (1895–1900), poi si specializza in psichiatria a Zurigo presso il Burghölzli — la celebre clinica psichiatrica universitaria — sotto Eugen Bleuler (il primo a usare il termine “schizofrenia”).
Dal 1907 al 1913 è il più vicino collaboratore di Sigmund Freud: lo psicoanalista austriaco lo considera “il principe ereditario” del movimento psicoanalitico. La rottura avviene nel 1913 per ragioni teoriche (Jung non accetta la riduzione freudiana di tutto al sessuale) e personali. Dal 1913 al 1930 Jung attraversa un periodo che lui stesso definisce di “confronto con l’inconscio”: esperienze visionarie intense, che documenta nel Liber Novus (“Il Libro Rosso”) — manoscritto miniato pubblicato postumo solo nel 2009.
Dal 1930 al 1961 Jung sviluppa la sua Psicologia analitica autonoma, vive a Küsnacht (sul lago di Zurigo), nella casa-torre di Bollingen che costruisce con le proprie mani come opus alchemico in pietra. Insegna al Politecnico di Zurigo (1933–1942), fonda l’Eranos (1933, Ascona) — i celebri seminari estivi sulla simbolica del sacro — e produce un corpus di opere tra cui Psicologia e Alchimia (1944), Aion (1951), Mysterium Coniunctionis (1955–1956). Muore a Küsnacht il 6 giugno 1961, a 85 anni.
Le tre cose che ti porti via
Prima: l’inconscio collettivo è reale. L’intuizione fondamentale di Jung — quella che, sotto il vocabolario psicologico, riporta in onore una verità antica — è che la psiche umana non è solo personale. C’è uno strato profondo, condiviso da tutti gli esseri umani in ogni cultura e in ogni epoca, che Jung chiama inconscio collettivo. Lì abitano gli archetipi: figure ricorrenti che ritroviamo nei miti, nei sogni, nelle religioni, nei rituali iniziatici. L’Eroe, la Madre, l’Ombra, il Vecchio Saggio, il Sé. Per il fratello Apprendista: quando entri nel Tempio e vedi il pavimento a scacchi, le due Colonne, il delta luminoso — non stai inventando significati arbitrari. Stai contattando archetipi che la nostra specie porta da sempre.
Seconda: l’alchimia non era proto-chimica — era proto-psicologia. Jung, negli ultimi trent’anni della sua vita, ha dedicato un lavoro immenso allo studio dell’alchimia medievale e rinascimentale. La sua tesi rivoluzionaria: gli alchimisti non stavano davvero cercando di trasmutare il piombo in oro — o meglio, lo facevano sì, ma quello era il simbolo esteriore di un’opera interiore. Il vero Magnum Opus era la trasformazione del Sé: l’integrazione dell’Ombra (il lato oscuro rimosso), la coniunctio (unione) degli opposti, il passaggio dalla nigredo (oscurità iniziale) alla rubedo (oro filosofale). Per il fratello che lavora nel Tempio: questa è esattamente la struttura del nostro lavoro. La pietra grezza che diventa pietra cubica è il Magnum Opus in scala massonica.
Terza: l’individuazione come compito di tutta la vita. Jung chiama individuazione il processo per cui un essere umano diventa quello che è. Non significa “diventare egoista” o “diventare originale”: significa portare a coscienza ed integrazione tutti gli strati della propria psiche — l’Ombra, l’Anima/Animus (la parte femminile dell’uomo, maschile della donna), il Sé. È un cammino di tutta la vita, mai concluso, che richiede coraggio per affrontare ciò che si è rimosso, pazienza per ascoltare i sogni, dialogo con l’inconscio. Per il fratello che entra in Loggia: il Conosci te stesso iscritto sul Tempio di Delfi e che troviamo nelle Camere di Riflessione di tutto il mondo — questo è il programma. Jung ha dato a quel programma un metodo moderno e parole nuove.
Per cominciare
Per il fratello Apprendista, non iniziare dalle opere tecniche. Jung è autore vasto e talvolta ostico. Ti suggerisco:
- Carl Gustav Jung, Ricordi, sogni, riflessioni (a cura di Aniela Jaffé), BUR Rizzoli, Milano 1992 (orig. 1962). L’autobiografia. È la porta d’ingresso a Jung — racconta la propria vita, le proprie visioni, le proprie esperienze. Leggi questo per primo.
- Carl Gustav Jung, L’uomo e i suoi simboli, TEA, Milano 1991 (orig. 1964, ultima opera scritta poco prima della morte). Manuale divulgativo curato da Jung stesso per il grande pubblico — i concetti di archetipo, sogno, simbolismo, individuazione spiegati per il lettore non specialista.
Quando hai assimilato questi, passa a opere più tecniche (vedi la versione Compagno).
Una cautela
Tre cose il fratello Apprendista deve sapere su Jung:
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Jung non è esoterista in senso stretto. Era scienziato — psichiatra clinico — che ha riconosciuto il valore psicologico delle tradizioni esoteriche (alchimia, gnosi, astrologia, I Ching, mistica orientale). Non confondere: Jung studia l’alchimia come fenomeno psichico, non la pratica come operazione magica. Per il fratello: usalo come interprete della nostra tradizione, non come fondatore di essa.
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Le sue posizioni sul Cristianesimo sono ambivalenti. Da un lato Jung tratta il Cristianesimo con profondo rispetto come “mito centrale dell’Occidente”; dall’altro elabora una teologia personale (Risposta a Giobbe, 1952) che molti cristiani considerano problematica. Se sei cristiano credente, leggi Jung sapendo che la sua è interpretazione psicologica, non confessione di fede.
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L’inconscio collettivo è ipotesi scientifica controversa. Negli ambienti accademici contemporanei la nozione di archetipi universali è discussa: alcuni studiosi (Hillman, von Franz) la difendono; altri (Noll, Shamdasani) propongono letture più storicistiche. Per il fratello: usa il vocabolario junghiano come strumento ermeneutico — funziona — senza farne un dogma.
Per andare oltre
- Versione Compagno → Compagno/Carl Gustav Jung (quando passi al secondo grado: la rottura con Freud nel 1913, il Libro Rosso e la “confrontazione con l’inconscio” 1913-1930, gli archetipi maggiori in dettaglio Ombra-Anima-Sé, l’alchimia in Psychology and Alchemy e Mysterium Coniunctionis, l’Eranos e Bollingen)
- Versione Maestro → Maestro/Carl Gustav Jung (per la biografia accademica completa Kesswil 1875–Küsnacht 1961, il corpus delle opere 1900-1961, il Liber Novus filologicamente, le controversie storiografiche Noll-Shamdasani, la bibliografia secondaria internazionale)
Vedi anche, nel tuo grado
- Apprendista/Psicologia del Profondo — la corrente che Jung ha fondato
- Apprendista/Alchimia — l’arte che Jung ha riletto psicologicamente
- Apprendista/Il Percorso Iniziatico — la struttura dell’iniziazione come individuazione
- Joseph Campbell — l’allievo americano di Jung che ha studiato il viaggio dell’eroe